Iniziamo la pubblicazione del dibattito precongressuale a cui gli iscritti sono invitati a partecipare. Questo l’intervento di Roberto Lacchini Pri di Cesena.
L’ultimo Congresso nazionale del Partito Repubblicano Italiano ha confermato alcuni punti che, come repubblicani, consideriamo fondamentali: la difesa della nostra identità politica, il valore dell’europeismo, la laicità dello Stato, il riformismo e la volontà di rafforzare l’unità dell’area repubblicana.
Sono temi importanti, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da grandi cambiamenti e da tante incertezze, sia sul piano internazionale che su quello interno. Credo che il Congresso abbia avuto il merito di ribadire che il PRI ha ancora una funzione da svolgere e delle idee da mettere a disposizione del Paese.
Guardando al prossimo Congresso, penso però che dovremmo fare un passo ulteriore. Dovremmo interrogarci non solo su come rafforzare il partito, ma anche su quale spazio politico vogliamo occupare nei prossimi anni.
Da semplice tesserato, ritengo che il futuro dei repubblicani non sia dentro il cosiddetto campo largo della sinistra. Non lo penso per pregiudizio verso qualcuno, ma perché la nostra storia, la nostra cultura politica e il nostro modo di intendere il riformismo sono diversi e meritano una collocazione autonoma e riconoscibile.
Credo invece che il PRI possa dare un contributo importante alla costruzione di un centro più largo, più forte e più credibile. Un centro che raccolga le migliori tradizioni liberali, democratiche, repubblicane ed europeiste e che sappia parlare a chi oggi non si riconosce né negli estremismi né nelle contrapposizioni ideologiche.
Naturalmente questa è soltanto un’opinione personale. Ma mi auguro che il prossimo Congresso possa vederci ancora più uniti, nel rispetto delle diverse sensibilità presenti nel partito, e soprattutto consapevoli che il compito dei repubblicani è quello di rafforzare un’area centrale riformatrice che, a mio avviso, ci appartiene molto più di qualsiasi collocazione nel campo largo della sinistra.
È una discussione che merita di essere affrontata apertamente e serenamente, con un unico obiettivo: fare in modo che il PRI continui ad avere una voce chiara, riconoscibile e utile per il futuro dell’Italia.







