C’era tanta gente, molti giornalisti e un grande entusiasmo ieri al circolo Costarena di Bologna per la conferenza stampa di presentazione della lista Emilia-Romagna Futura – Riformisti per de Pascale. Nessun dubbio sulla vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali che tra un mese, il 17 e 18 novembre, designeranno il successore di Stefano Bonaccini alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, tanto che c’era chi discuteva sul superamento del 60% che consentirebbe una distribuzione dei seggi assegnati con i resti ai collegi periferici. Nemmeno da pensare che possa vincere Elena Ugolini, candidata civica col viatico di Comunione e Liberazione, sostenuta dai partiti di centrodestra.
Che la lista dei Riformisti per de Pascale travalichi i confini dell’Emilia-Romagna, in un momento in cui il campo largo tanto caro a Elly Shlein traballa, lo indica il fatto che a portare al sindaco di Ravenna i simboli dei quattro partiti c’erano i leader nazionali: Carlo Calenda per Azione, Riccardo Magi per +Europa e Vincenzo Maraio per il Psi. E a rappresentare il segretario del Pri Corrado De Rinaldis Saponario, trattenuto da impegni di lavoro, c’era il segretario regionale Eugenio Fusignani. Grande entusiasmo, condivisione del programma, propositi di migliorare le politiche per la salute, la gestione dei flussi migratori con corsi di italiano e formazione professionale, evitare che la transizione ecologica si scarichi sui più fragili, dire un no categorico all’autonomia differenziata e chiedere che la gestione della ricostruzione passi al prossimo presidente della Regione. Fusignani ha aggiunto la richiesta, per il futuro, di attribuire un maggior peso alla Romagna nell’Assemblea Legislativa: oggi esprime solo 9 dei 50 consiglieri, nonostante contribuisca con il 24% al Pil regionale.







