Dispiace davvero percepire proprio in questi giorni di vigilia del Consiglio europeo una fragilità inquietante da parte del governo italiano. L’onorevole Meloni sembrerebbe non accorgersi che la lingua batte dove il dente duole e tanti riferimenti fatti sulla politica estera, piuttosto che su quella economica appaiono impropri e controproducenti. Lo stato della sua maggioranza non è proprio consolante, con un vice premier, Salvini, che si ritrova contro la rivolta della Sicilia per i finanziamenti al ponte dello Stretto e l’altro, Tajani, che dopo tutto quello che si è detto sul super bonus fa sapere di una proroga per i lavori compiuti al settanta per cento. Ad un cittadino viene in dubbio che il governo sia serio.
La stessa questione del Mes non è come quella del salario minimo. Sul salario minimo tutti hanno cambiato idea, che non lo voleva lo chiede, chi lo aveva promesso lo ignora, ed il governo può dire all’opposizione potevate metterlo voi. Sul Mes la situazione è un po’ diversa, perché è l’Unione europea a chiedere la ratifica e se il governo dice ma perché non lo ha ratificato il governo Conte due, significa che se il governo Meloni anche non lo ratifica, il governo Meloni si abbassa al livello del governo Conte due e dunque gli si prospetta la stessa soluzione, fare i bagagli il prima possibile. D’altra parte arrivare a sentire il presidente del Consiglio minacciare di poter mettere il veto sul patto di Stabilità, suscita un sentimento di sconcertante tenerezza, quella che si prova per un bimbo che davanti al carro armato estrae la fionda.
Nemmeno a dirlo, eppure ci eravamo permessi eccome di annunciarlo e fin dal primo giorno, la corte di giustizia albanese ha spazzato via l’accordo sui migranti raggiunto con Tirana e adesso Roma si ritrova un altro pugno di mosche in mano dopo quello di Tunisi. È vero il governo italiano si da un sacco da fare, solo oggi il presidente del Consiglio è in Libano, un altro ministro in Libia, un terzo non si sa dove, ma tutto questo agitarsi ha qualcosa della disperazione. Nessuno vede risultati attendibili ed in nessuna direzione. Già è stato evocato Mario Draghi e si comprende perfettamente. Serve un presidente del Consiglio autorevole e stabile senza bisogno di una riforma costituzionale per sentirsi tale.
Galleria della presidenza del Consiglio dei ministri







