L’operazione militare più insensata di tutta la seconda guerra mondiale, fu quella di maggior successo, il D-day del 6 giugno 1944. Churchill che era l’unico ad aver sufficiente intuizione ed esperienza di combattimento, fece tutto il possibile per impedirla. Il premier britannico aveva sicuramente ragioni politiche, voleva arrivare a Berlino prima dei russi forzando il Brennero, ma temeva di veder davvero replicare lo smacco subito nei Dardanelli che quasi gli aveva giocato la carriera. Se Hitler avesse dato retta a Rommel e concentrato le sue divisioni panzer sulla costa della Normandia, l’armata di invasione sarebbe stata annientata nelle prime quattro ore dello sbarco. La flotta alleata non era in grado di coprire le sue truppe sulle spiagge prima di quel lasso di tempo in cui le forze tedesche spazzarono via sette mila uomini di trentamila. Peggio ancora era andata con gli aviotrasportati dispersi nel bocage che manco sapevano cosa fosse. Le divisioni tedesche arrivarono solo quando le brigate paracadutiste si erano riorganizzate e state rifornite dalla costa. Meno male che Hitler si riteneva un genio della guerra e Rommel si trovava in convalescenza.
Anche se i tedeschi avessero retto l’urto e respinto l’invasione, avrebbero perso lo stesso. Privi del consenso delle popolazioni occupate e senza più copertura aerea, erano spacciati. L’aviazione fu decisiva. Quella tedesca era stata umiliata da quella inglese. Quella statunitense era pure meglio. Dal ruolo dell’aereonautica si comprende anche oggi la profonda differenza fra l’impasse di Trump in Iran e quello di Putin in Ucraina. Trump può bombardare dove gli pare senza subire contraccolpi, ha perso due aerei per il fuoco amico. Putin si ritrova i droni sopra Mosca e Pietroburgo, settecento chilometri dal fronte. Putin si consola per il fatto che Trump abbia maltrattato Zelensky. Vero. Ma non lo ha fermato. Perché mai l’America dovrebbe essere turbata da una guerra civile russa che si protrae da più di quattro anni? Non è il Cremlino ad accusare gli americani di aver preparato il colpo di Stato di piazza Meidan? E non sono americane le principali armi a disposizione degli ucraini?. Il miglior carro armato sul campo in Donbass è quello titolato al comandante dello sbarco in Normandia, il generale Bradley.
La guerra in Ucraina assomiglia a quelle del ‘900, come le guerre napoleoniche assomigliavano a quelle di Cesare. Lo scenario è completamente diverso. Con diecimila droni tieni in scacco centomila soldati. I russi muoiono prima di arrivare al fronte e questo i generali di Putin non potevano calcolarlo. Come è possibile che un paese di cosacchi armati di lance, di contadini ed elettricisti, abbia fatto passi da gigante tali da essere all’avanguardia nei sistemi di difesa da remoto e in così poco tempo, per giunta? L’industria bellica statunitense ha predisposto fin dagli anni ’70 del secolo scorso l’intelligenza artificiale degli armamenti e li ha specializzati dal duemila in avanti, aprendo fabbriche in Ucraina. Finalmente ha avuto l’occasione di tastare i suoi prodotti più avanzati. Sui russi
Il giorno più lungo non è stato quello in cui Hitler si è dovuto rendere conto di aver perso il Terzo Reich. Sarà quello in cui Putin capisce contro cosa sta combattendo.
pubblico dominio






