L’idea della stabilità del governo, non è un presupposto costituzionale e meno che mai un obiettivo della legge elettorale. Una legge elettorale si preoccupa unicamente della rappresentanza, o la estende o la riduce, questo il senso delle leggi elettorali. Se si vuole invece la stabilità politica in quanto tale, si cancellano del tutto le elezioni, non che si scrive una nuova legge elettorale. Nel 1994 si pose il problema della legge elettorale in relazione alla stabilità del governo, la frammentazione partitica della politica italiana, fondata su una legge elettorale proporzionale provocava l’instabilità politica. Cambiamo la legge elettorale ed il problema è risolto. Una farsa messa in scena da imbecilli o mascalzoni. Con la prima legge elettorale maggioritaria, il cosiddetto Mattarellum, abbiamo avuto prima due governi in meno di due anni e le elezioni anticipate e poi tre governi nel corso della successiva legislatura. Dopo una legge elettorale durata più di 40 anni, il parlamento si è messo a scriverne una ogni dieci anni e questa che si prepara è la quarta.
Da notare che la Costituzione repubblicana non consente comunque di varare una legge elettorale pienamente maggioritaria all’inglese. La Costituzione presuppone che i cittadini abbiano il diritto di riconoscersi in partiti e non in coalizione di partiti e quindi tu non puoi escludere i singoli partiti dal concorso alle urne, al limite puoi provare a complicarne l’accesso, cosa in cui i legislatori si sono professionalizzati. Il che però, come si è visto, non ha impedito né l’instabilità politica, né la nascita di nuovi partiti, magari di origine parlamentare che possono durare anche una sola legislatura. Non c’è nessun modo di assicurare la stabilità politica con la legge elettorale, tanto è vero che persino l’Inghilterra con il suo sistema maggioritario purissimo si è messa a cambiare governi quanti l’Italia del proporzionale.
Lo scandalo della nuova legge elettorale, in discussione alle camere, non dipende dalle preferenze negate, piuttosto che da un premio di maggioranza esorbitante, cosa che dovrebbe imbarazzare qualsiasi coscienza. Lo scandalo è dato dal fatto che la maggioranza di un governo, raggiunto il record di stabilità dell’intera storia repubblicana, il governo Meloni è più stabile dei governi De Gasperi, si pone il problema di riscrivere la legge elettorale. Ciò significa che la stabilità comunque non comporta il buon governo e soprattutto che la maggioranza di un governo tanto stabile, ha davvero tempo da perdere.
Si è consumato un curioso siparietto in Aula nel dibattito sulla legge elettorale, con l’onorevole Donzelli che ha accusato l’opposizione di non aver letto la Costituzione e l’onorevole Cuperlo rispondergli che l’opposizione l’ha scritta. Disgraziatamente né i partiti della maggioranza di governo, né quelli dell’opposizione, la Costituzione l’hanno firmata. Il che consente loro una certa indipendenza costituzionale, posta alla base del disastro che si sta consumando. Appena una coalizione vince le elezioni, si sente in dovere di riformare la Costituzione e modificare la legge elettorale e questo mentre il paese va sempre più a fondo.
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