La leader della AFD, credendosi già capo del governo, ha detto che la Germania non spenderà più per l’Ucraina e che rivuole i soldi dati indietro. La cifra che la Germania ha versato in questi anni non è di poco conto, più di 40 miliardi e con i progetti a cui si sta lavorando se ne dovrebbero aggiungere almeno altri 26. Nella sua tirata Alice Weidel ha aggiunto anche che i cittadini ucraini in Germania devono essere rimpatriati, un milione circa, ed i giovani in età da servizio militare, andassero a combattere invece di farsi mantenere dallo Stato tedesco. Tali affermazioni non sono prive di una certa logica. La Germania con i russi a Kaliningrad, più che armare l’Ucraina, dovrebbe iniziare ad armare se stessa. Ci vuole poco per ritrovarsi sotto attacco. Con tutte le difficoltà che Putin trova nel Donbass, quasi gli converrebbe provare una sortita nel cuore dell’Europa. Abbiamo paura del Covid, figurarsi delle bombe. Poi Putin può contare sulla Weidel che vuole riprendere i rapporti con la Russia che in questi anni non avrebbe fatto nulla di male, se non rivendicare il suo territorio.
Con la voce della Weidel ecco subito quella dell’onorevole Conte in Italia, quasi fossero lo stesso partito. L’ex presidente del consiglio non farà nessun programma con chi vuole dare armi all’Ucraina. Il che significa che Conte ha un solo alleato certo, Vannacci. Perché dal Pd alla Lega, armi all’Ucraina sono state mandate eccome, anche se in questi cinque anni la spesa è stata una miseria di tre miliardi. Le fionde abbiamo mandato all’Ucraina, ma magari il budget potrebbe aumentare. Anche nelle parole di Conte, si badi bene, c’è una forma di ragionevolezza. L’Italia si trova già sulla linea del fronte non in Ucraina, ma nel mar Rosso. La missione militare italiana potrebbe essere coinvolta da un momento all’altro dall’avanzata Houti. A breve gli Stati europei potrebbero essere costretti a dividersi i compiti, i tedeschi contenere i russi nel Baltico, gli italiani gli alleati degli iraniani nel golfo, che sono pure alleati dei russi.
Le opposizioni hanno scoperto di avere una missione militare a Gibuti e sono insorte. Chi l’ha inviata? Loro stesse, se lo sono dimenticato. Vogliono ritirarla? Mai gli Houti bloccassero davvero il traffico nel canale, bisognerà che tutti gli Stati europei si preparino ad affrontare una seconda crisi di Suez. La chiusura di Hormuz apparirebbe uno scherzo al confronto. Ma non può pensarci l’America? L’America non ci pensa proprio, vuole il bersaglio grosso, l’Iran. Gli alleati ci sono per controllare gli accessi del Mediterraneo, Ucraina e Arabia. Anche perché l’America deve dare un occhio a Taiwan. Incrociando le dita, la guerra totale a pochi passi.
Ovviamente nessuno ci obbliga a tutto questo. L’Europa ha un’altra soluzione. Mollare l’America e gli arabi del Golfo in nome dell’interesse nazionale, sostenere la Russia e l’Iran. Che ci forniscano loro il petrolio ed il gas al giusto prezzo. E’ già pronta una vasta coalizione estesa e senza nemmeno bisogno di scrivere il programma, da Volturara Appula a Berlino. Le manca solo un nome, quello del nazional bolscevismo redivivo.
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