La Direzione dell’Unione romana del PRI si è riunita in data 8 luglio 2025 presso la sede di via Turba per discutere della situazione politica e del contributo che i propri componenti devono portare al dibattito interno al partito nei prossimi appuntamenti, ad iniziare dalla Direzione Nazionale. A tal proposito, si riporta di seguito il documento approvato e che tocca gli aspetti ritenuti piùrilevanti:
Politica estera e difesa
L’Unione Romana del Partito Repubblicano Italiano esprime la ferma convinzione che non sia ulteriormente rinviabile la creazione di una difesa europea adeguata alle sfide attuali, capace di garantire un’autonomia strategica dell’Unione e la salvaguardia delle sue conquiste democratiche e sociali. Un simile obiettivo richiede un adeguamento della spesa militare e la completa compatibilità e interoperabilità dei sistemi d’arma tra gli Stati membri.
L’Unione Romana del PRI ribadisce la propria convinzione che l’Ucraina debba essere sostenuta con ogni mezzo utile al raggiungimento di una pace giusta, senza perdita di sovranità né alterazioni del proprio sistema democratico. Si esprime inoltre favorevolmente alla prosecuzione dei negoziati per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e, in prospettiva, nella NATO.
L’Unione Romana esprime piena solidarietà al popolo ebraico, vittima di un attacco atroce e di inaudita violenza da parte di Hamas il 7 ottobre 2023 — unica causa degli eventi successivi e delle sofferenze della popolazione di Gaza. Si ritiene che la prima vittima del folle piano genocida di Hamas sia proprio la popolazione della Striscia di Gaza, costretta a pagare un prezzo di sangue ricercato e auspicato dai vertici dell’organizzazione terroristica, come da loro stessi più volte dichiarato.
Nel contempo, si ritiene che l’approccio del governo Netanyahu, fortemente centrato sull’uso della forza che ha causato un numero inaccettabile di vittime civili, rischi di compromettere le prospettive di una futura coesistenza pacifica con il popolo palestinese, alimentando fratture profonde e difficili da ricomporre. È necessario che Israele, pur nella legittima difesa della propria sicurezza, persegua una strategia che non escluda il dialogo e una visione politica a lungo termine.
In questo contesto, l’Unione Romana richiama l’attenzione sul ruolo fortemente destabilizzante dell’Iran, che continua a sostenere gruppi armati ostili alla pace e che mina direttamente la stabilità della regione mediorientale, ostacolando ogni percorso negoziale credibile. Si auspica che a conclusione dell’intervento militare di Israele e, successivamente, degli USA volto a impedire l’arricchimento dell’uranio e l’ottenimento di un arma nucleare, faccia ora seguito un forte impegno diplomatico per evitare una pericolosa deriva militare e favorire una stabilizzazione duratura.
Sanità
Nel 2024, il tema degli sprechi e della corruzione nel sistema sanitario italiano rimane centrale, con dati che evidenziano quanto questi fenomeni incidano sulla spesa pubblica e sull’efficienza dei servizi. La corruzione e le frodi, secondo alcune stime, sottraggono oltre il 5% della spesa sanitaria pubblica. L’ANAC, nel 2024, ha segnalato un aumento significativo delle violazioni in materia di salute e sicurezza, specialmente nei subappalti.
È fuorviante attribuire la crisi del nostro sistema sanitario esclusivamente all’attuale governo e al sottofinanziamento. Nessun governo, infatti, ha mai finanziato adeguatamente il Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, ciò che nessuna forza politica ha il coraggio di affrontare — dimostrando così la mancanza di reale interesse nel risolvere le criticità — è l’enorme peso rappresentato dai costi per sprechi e corruzione.
Nel 2018, il tasso medio stimato di corruzione e frode nella sanità italiana era del 5,59% del totale, con un intervallo tra il 3,29% e il 10% (Fonte: Leys e Button). Considerando che la spesa sanitaria annua dell’epoca era di circa 110 miliardi di euro, la perdita stimata era pari a circa 6,4 miliardi l’anno. Aggiungendo gli sprechi, la spesa sanitaria risultava gravata per circa il 18%, di cui il 13% attribuibile alla sola corruzione, con un valore stimato complessivo di circa 19 miliardi di euro (Fonte: PriceWaterhouseCoopers; altre fonti riportano cifre anche superiori).
È indispensabile rivedere la riforma sanitaria del 1979, la legge Bindi e, soprattutto, la riforma del Titolo V della Costituzione.
Roma
Per quanto riguarda la città di Roma, il giudizio sull’amministrazione Gualtieri non può che essere fortemente negativo. A oltre metà mandato, la sua gestione si è rivelata timida, inefficace e largamente insufficiente rispetto alle reali necessità della Capitale. Al netto di qualche parziale miglioramento rispetto all’amministrazione Raggi — che resta una delle peggiori nella storia della città — Gualtieri ha dimostrato scarsa capacità di visione e di esecuzione. Al di là del fatto che, da Ministro dell’Economia, è stato l’artefice del Superbonus, i cui effetti devastanti sulla spesa pubblica sono oggi sotto gli occhi di tutti, come sindaco non è riuscito a dare attuazione alla maggior parte degli impegni presi in campagna elettorale. Il progetto del termovalorizzatore, sbandierato come simbolo di svolta, è rimasto sostanzialmente fermo, così come molti interventi annunciati in tema di trasporti, decoro urbano e manutenzione delle infrastrutture.
L’Unione Romana del PRI ritiene che Roma non possa più permettersi amministrazioni deboli, ideologizzate o incapaci di affrontare con serietà i problemi strutturali che affliggono la città. Serve un cambio radicale di metodo e di approccio. Roma ha bisogno di tornare a essere una capitale europea pienamente funzionante, e ciò richiede un’amministrazione competente, trasparente e riformista, libera da logiche assistenzialiste o clientelari.
Rapporti con i partiti dell’area progressista
Il PRI è da sempre il partito più attento ai problemi della spesa pubblica. Oggi, la sinistra si caratterizza per la totale mancanza di un progetto e per un ricorso alla spesa pubblica abnorme, superiore a qualsiasi serie storica. Non è possibile alcuna collaborazione con il M5S di Giuseppe Conte, così come con un Partito Democratico che, sotto la guida di Elly Schlein, appare regredito su posizioni sessantottine, ormai da tempo ripudiate dagli stessi protagonisti di quella stagione.
Non si possono costruire alleanze sulla semplice dichiarazione “per battere la destra”, senza un preciso programma di riforme volto a rilanciare il Paese. Tale incompatibilità risulta ancora più evidente nei confronti di Giuseppe Conte, la cui posizionefiloputiniana e antisionista rende impossibile qualsiasi tipo di alleanza.
Prospettive politiche
Sia a livello nazionale sia a livello locale, l’Unione Romana del Partito Repubblicano Italiano ritiene indispensabile lavorare per ricomporre, innanzitutto, la frattura all’interno del mondo repubblicano e per costruire convergenze politiche con le forze di tutta l’area liberale, laica ed europeista, rafforzando l’alleanza già in essere con il partito Azione e avviando un concreto dialogo con i Liberal Democratici, facendoci portatori di proposte innovative coerenti con la nostra storia di rigore e contrastando ogni deriva sovranista e populista.
La mozione è stata approvata all’unanimità dai membri della direzione romana.







