Questa la mozione approvata all’unanimità dai consiglieri nazionali repubblicani riuniti a Roma il 5 aprile 2025
l Consiglio Nazionale del Pri, ascoltata la relazione del Segretario Corrado De Rinaldis Saponaro, l’approva.
Il Consiglio Nazionale ritiene che accadimenti registrati nel 2025 impongono alla Comunità Europea di fare molti in avanti sul
terreno della coesione politica, economica e nella necessaria capacità di difesa per superare positivamente le sfide dei cambiamenti epocali nello spirito di una Europa Federale con impegni di spesa comunitari.
Dagli accordi della Comunità del Carbone e dell’Acciaio, l’Europa ha sprecato molto tempo, curando interessi nazionali, sottovalutando sia i temi della coesione delle proprie imprese affinché si attrezzassero nell’innovazione e potessero competere con le grandi imprese del Biotech del mondo tra le prime 10. 8 USA, 2 cinesi.
Il Consiglio Nazionale del Pri è convinto che le politiche protezionistiche attuate dal Presidente Trump finiscano con il danneggiare principalmente chi le pone in essere.
L’Europa compirebbe un grave errore rispondendo ai
dazi USA con dazi Europei. Auspichiamo che il 16 aprile la Comunità aprirà una intelligente trattativa a rivedere i dazi USA nell’interesse reciproco dei propri consumatori e delle proprie imprese.
Molti studi autorevoli di centri economici statunitensi ed europei stimano che sia i dazi USA ed eventuali europei diminuirebbero il PIL europeo tra lo 0,3, e lo 0,5, l’Italia che ha avuto previsioni di crescita dello 0,7%, verrebbe gravemente danneggiata.
L’Europa oggi dovrà saper razionalizzare il suo sistema burocratico, anche in Italia dati Confindustria stimano in 80 miliardi il costo della burocrazia sulle imprese.
Il Consiglio Nazionale del PRI giudica negativamente l’azione del Governo.
Mai le forze politiche che hanno costituito un Governo italiano hanno avuto in seno al Parlamento Europeo su questioni fondamentali comportamenti di voto opposti.
Inoltre l’attuazione del PNRR è in fortissimo ritardo, prova che il Ministro Fitto ipotizza di riversare le risorse non spese al 31/12/2026 sui fondi di coesione.
La mancata semplificazione della 5.0 a favore degli investimenti aziendali che a fronte di stanziamento di 6,2 miliardi si è riusciti a spendere solo 630 milioni.
La mancata riforma dell’autonomia differenziata e l’ipotesi della riforma del premierato.
Il Consiglio Nazionale ha apprezzato l’iniziativa franco inglese per la difesa dell’Ucraina ed invita il Governo italiano a sostenerla pienamente.







