Più di settant’anni di pace in Europa e si sono messi in soffitta tutti i manuali militari che pure hanno caratterizzato la storia mondiale dai tempi di Sun Tzu, quattrocento anni prima di Cristo. Per cui quando i russi hanno attaccato l’Ucraina, le nostre agenzie militari, assicuravano che tempo due giorni Putin sarebbe arrivato a Kyiv e questo se le cose fossero andare male. I suoi generali avevano prenotato i ristoranti migliori della città la sera stessa.
A contrario di quello che hanno fatto i militari italiani ed europei, cioè assistere a mesi di preparativi dell’esercito russo chiedendosi se invadeva o meno, americani ed inglesi hanno preso le necessarie contromisure, tali che il piccolo e debole esercito ucraino respingesse quello russo, per lo meno fino a quei pochi chilometri quadrati che ancora occupa e che gli ucraini non sono in grado di riprendersi. Per questo l’America, non Trump, vuole congelare il fronte. Perché i russi non sono in grado di avanzare e gli ucraini nonostante tutta l’assistenza che hanno avuto, di liberare l’intera regione. Per farlo servirebbe la terza guerra mondiale, che l’America, Trump come gli altri presidenti precedenti, vorrebbe evitare.
Una capacità di lettura tanto semplice e comprensibile sul piano politico militare in Italia, non si trova da nessuna parte. Piuttosto, si legge che Trump, è amico di Putin o Trump si è accordato con lui e che Putin ha vinto la guerra. Avesse vinto la guerra, perché ancora bombarda? E se Trump fosse davvero amico di Putin, perché Zelensky è ancora vivo? Perché smettere di leggere i classici di strategia militare va bene, ma per credere che i servizi ucraini siano in grado di proteggere il loro leader dalle armi russe, bisogna credere ancora nelle favole.
Altra bella favola è che qualcuno pronto alla guerra dica che cosa abbia intenzione di fare. Vedi appunto i bravi leader europei. Putin ha detto che non invadeva l’Ucraina, Trump ha detto che voleva invadere la Groenlandia, e loro hanno schierato le truppe in Groenlandia. Sia chiaro che la tradizione mazziniana vuole più di tutti un esercito europeo, solo che all’epoca di Mazzini il modello era quello di Bonaparte. Fai oggi un esercito europeo con simili capi di Stato e viene annientato in cinque minuti cinque.
Quel pazzo di Trump ha appena inviato la sua flottiglia per Teheran. Se aspettiamo Greta Thumberg, altro che genocidio. Il Gruppo della portaerei USS Abraham Lincoln che sta navigando nell’ Oceano Indiano verso il Canale di Suez è composto da almeno 10 navi da guerra statunitensi, due sottomarini, tutti armati con missili da crociera Tomahawk. La Lincoln, quinta portaerei della sua classe, è spinta da una coppia di reattori nucleari e con un equipaggio fra 5.680 uomini e donne ed è forte di due squadroni equipaggiati con i caccia F/A-18E Super Hornet e uno squadrone equipaggiato con i caccia multiruolo F-35C Lightning, più altri due squadroni di supporto. Tutto per ottenere quel controllo aereo che Israele ha ottenuto in Iran quest’anno con meno di un terzo degli effettivi mossi degli americani.
Non è un caso che Putin abbia annunciato immediatamente una sospensione dei bombardamenti dell’Ucraina. Si è accorto del gelo. Gli agenti del Kgb come lui, allora Nkvd, in Ucraina facevano spogliare le famiglie di kulaki e le lasciavano nude per strada a meno trenta gradi. Solo che Putin capisce di guerra un po’ più di noi europei e sa che con una flotta simile Trump può attaccare la Crimea, non l’Iran. Nel qual caso, mai lo facesse non lo fa sapere in anticipo.
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