Questo il documento approvato dal Consiglio nazionale del Pri con 38 voti a favore, 4 contrari e sei astenuti oggi a Roma all’Hotel Quirinale
Il consiglio nazionale del Pri riunito a Roma il 26 novembre ascoltata la relazione del segretario Corrado De Rinaldis Saponaro, l’approva.
Il consiglio nazionale del Pri ritiene che lo scontro elettorale fra sinistra e destra possa comportare un rischio per l’unità nazionale particolarmente grave considerando il proseguimento della crisi ad est dell’Europa.
Il consiglio nazionale del Pri ha espresso il suo apprezzamento per il ruolo svolto dal capo dello Stato di suprema garanzia repubblicana, interprete pertinente e capace delle relazioni che legano l’Italia e la comunità europea all’occidente. E’ il profondo rispetto del profilo della carta costituzionale a poter consentire la tenuta sociale del paese e ad offrire le condizioni di ripresa e di sviluppo indispensabili per superare le difficoltà contingenti.
I primi passi del nuovo governo sono ancora controversi e tali da non poter essere considerati con un giudizio compiuto. Agli errori evidenti, doveva evitarsi il confronto con la Francia, vi è l’istanza di affrontare i problemi immediati delle aziende e delle famiglie ed il governo recepisce questa istanza come gli è possibile.
I repubblicani ritengono che il più grande problema economico sociale accanto a quello del grande peso del debito pubblico è per l’Italia quello della produttività che nell’ultimo trentennio sostanzialmente non è mai cresciuta diversamente da quanto avvenuto negli altri grandi paesi europei. L’unica via per affrontare tra le altre finalmente la questione della produttività, da cui deriva anche il fatto che sostanzialmente che i salari italiani sono i più bassi d’Europa, è quella di un grande patto sociale, che il governo potrebbe avviare, che coinvolga tutte le forze del mondo dell’impresa e del lavoro. Non a caso il primo a proporre una sorta di patto sociale, che si nutre anche di una adeguata politica dei redditi fu l’allora ministro del bilancio Ugo La Malfa nel 1962. Un patto poi adottato in un altro momento di grave crisi economica finanziaria, come è quello attuale, dal presidente del consiglio Carlo Azeglio Ciampi nel 1993 e sin qui nell’ultimo anno più volte riproposto dal presidente di Confindustria Bonomi. Se il governo sceglierà questa via avrà una significativa attenzione da parte dei Repubblicani.
Il consiglio nazionale del Pri considera all’indomani della campagna elettorale la situazione del partito molto delicata e tale da richiedere un approfondimento ed un rafforzamento dei contenuti tematici che caratterizzano da sempre la tradizione e la storia del partito repubblicano,
La foto di Ugo La Malfa e Ferruccio Parri è resa pubblicabile su gentile concessione della galleria fotografica della Fiera di Milano







