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L’ombelico del mondo

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
11 Luglio 2026
in L'editoriale
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Dovrebbe bastare seguire i mercati per capire che Hormuz non comporta nessuna crisi finanziaria e che solo gli amici degli iraniani possono pensare che il mondo venga bloccato con lo stretto di Hormuz. Che poi si apra una speculazione è un altro conto. Resta il fatto che le vendite di petrolio sono persino aumentate, non è mai mancato il petrolio in questi mesi. Intanto perché la Cina ha riserve per un decennio, poi perché l’America prima di attaccare l’Iran ha preso il controllo della produzione venezuelana e può sostituire tranquillamente qualsiasi carenza. Alla fine della fiera c’è un solo paese a cui manca la benzina da quando si è aperta la crisi iraniana e nemmeno a dirlo, è la Russia.

La Russia tira giù palazzi scuole ed ospedali in Ucraina e gli ucraini le bombardano le raffinerie. Quest’anno gliene hanno colpito 196 circa, migliorando gli standard dell’anno precedente. Nei primi due, con l’amministrazione Biden, il territorio russo era inviolabile. Hai voglia a metterle sanzioni. Da allora ad oggi tutte le raffinerie di cui dispone la Russia sono state bombardate. I principali partner petroliferi della Russia, guarda caso, sono il Venezuela che caduto Maduro l’ha mollata e l’Iran che è sotto attacco. L’Iran si difende fieramente, il popolo si è ricompattato, gli americani hanno perso. Sarà pure, purtroppo non è più in grado di fornire supporto alla Russia, nemmeno petrolifero, nelle condizioni miserrime in cui si si trova nonostante il suo eroico slancio patriottico. Milioni di persone ai funerali di Khamenei. Gli si davano i pasti gratuiti.

L”azione combinata, da Caracas, ad Hormuz, accanto all’offensiva ucraina ha iniziato a produrre i suoi risultati. Milioni di cittadini russi devono andare a piedi. Non proprio un bel segnale per chi si aspettava i vantaggi della lunga e saggia guida di Putin che avrebbe ridato alla Russia chissà quale passato splendore. Gli stessi cinesi che hanno dato ai russi tutto l’aiuto, militare e civile, possibile e vedono la Russia in questo stato inizieranno pur a farsi delle domande sul destino dell’ordine multilaterale.

Gli americani sono sempre gli stessi. La guerra del Vietnam non venne intrapresa per salvare la corrotta repubblica del sud dalla feroce dittatura di Hanoi. Non avrebbe avuto particolare senso un’impresa simile. Si voleva impedire ad Hanoi di sostituire la potenza francese su tutta l’Indocina. Fallito quell’obiettivo l’asse fra comunisti sovietici e cinesi, già piuttosto pericolante, si sarebbe spaccato del tutto. Mao lo comprese fin dal 1970 e abbandonò i russi ed i nord vietnamiti, serenamente. Se l’America fosse stata sconfitta in Vietnam, sarebbe venuta già l’America. Invece venne giù l’Unione sovietica. Costretta a cercare un riscatto politico militare in Afghanistan, fallì pure quello. Adesso ci risiamo. La posta si è alzata, l’Iran, un vulnus serio dal 1978, che non si è saputo mai commisurare adeguatamente. In compenso, la potenza russa si è parecchio ridotta.

Al mondo occidentale non sarebbe parso vero se durante la guerra fredda la Russia avesse aperto un conflitto senza risolverlo per quattro interi anni contro una sua stessa aerea, ed il suo stesso popolo, quello di Krusciov e di Trotskij. Qualunque aumento del gas, del petrolio o del grano, sarebbe parso irrisorio davanti ad un simile spettacolo che avrebbe certificato la fine dell’impero sovietico. Non si ribella l’Ungheria, si ribella l’Ucraina dei cosacchi. Siamo giunti a tanto così dalla dissoluzione della Russia che l’unica era fare di Hormuz l’ombelico del mondo. Eppure il mondo non ha nessun ombelico. Blocchi Hormuz? Fai un oleodotto nel mar Caspio, un altro in Oman, spedisci una carovana verso Samarcanda. La Russia, nonostante abbia invaso la Turchia, la Grecia, sterminato i polacchi, attaccato la Finlandia, conquistato Milano marciato su Losanna, occupato Parigi e spianata Berlino, dopo aver spacciato Madrid, non sarà, come viene affermato da persone di onore, una minaccia. Per carità. In compenso ha una trista caratteristica, non ha avuto una rivoluzione industriale, e la sua famosa Rivoluzione politica fu un colpo di Stato organizzato dalla Germania. A furia di stare appresso ai moralisti russi ed ai mullah tornati in Iran, si rischia di perdere la cognizione delle capacità umane di saper spostare i confini della terra, oltre qualsiasi strozzatura, per trovare un passaggio a Nord Ovest.

licenza pixabay

Tags: Hormuzmercati
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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