I vecchi elettori della democrazia cristiana che magari sono diventati i nuovi elettori di Fratelli d’Italia, avranno avuto l’impressione di vivere un deja vu, soltanto seguendo il dibattito economico di questi ultimi giorni. Si era iniziato con i “sacrifici”, era tornato il governo Andreotti, si è continuato con l’aumento del prezzo delle sigarette. Siamo tornati a quello Goria. Il ministro, relativamente giovane, Giorgetti, nella sua audizione alle Camere è stato, per quanto riguarda le intenzioni, impeccabile. Egli ha detto infatti che il governo intende ridurre il debito e rispettare i parametri della Commissione, in modo da evitare misure di infrazione per l’Italia. Non si è solo capito quali sarebbero gli strumenti con cui vorrebbe farlo. Si legge sui giornali di taglio delle accise del gasolio e di tagli lineari ai ministeri, questi ultimi si sarebbero dovuti fare almeno due anni fa e ancora si attendono.
C’è stato uno spassoso siparietto fra il presidente del Senato La Russa e l’onorevole Bocchino. L’onorevole Bocchino ha presentato un suo libro che il presidente del Senato vorrebbe far adottare come testo nelle scuole per riscrivere la cultura politica del paese. Lo stesso fece Mussolini con Gentile, che infatti nelle scuole come testo fece adottare “I doveri dell’uomo” e non un suo libro e pure era il più grande filosofo europeo del secolo. Compari La Russa e Bocchino e tiri un sospiro di sollievo. D’altra parte, è più facile riformare la cultura politica dell’Italia che le finanze. Era stato Giorgetti a parlare proprio di sacrifici ed a momenti si apriva la crisi di governo. Il povero Giorgetti ha dovuto spiegare a Pontida che essendo figlio di un pescatore e di un’operaia tessile, certo sapeva a chi chiederli. E qui si sarà commosso l’elettorato del vecchio Pci. Il problema è che da tutta la maggioranza insieme non provenga una sola idea su come recuperare il terreno perduto ora che tutti hanno dovuto riconoscere che le previsioni di crescita dell’Italia sono andate in fumo, perché anche questo ha sbagliato il governo, illudendosi su una crescita che si sognava giusto la notte.
Un’idea per la verità ce l’ha il ministro Pichetto Frattin, il ritorno al nucleare, ma anche se ci si decidesse, certo non si realizzerebbe in due anni. In ogni caso il governo la tiene sospesa nel vuoto questa proposta. Non hanno manco coraggio a palazzo Chigi. Si parla anche di privatizzazione su cui pure servirebbe un qualche disegno strategico per evitare le svendite ai soliti noti. Questo governo non è nemmeno capace di accorpare in un’unica edizione nazionale tre telegiornali della rai. Figurarsi cosa pensa strategicamente delle dismissioni pubbliche. Sembra più preoccupato di come occupare, semmai.
Per questo si comprende l’onorevole Schlein, più realisticamente, proporre una patrimoniale, già ce ne saranno tre in Italia, una quarta sarà pure necessaria. L’onorevole Schlein farebbe bene ad entrare in maggioranza per aiutare Giorgietti. In realtà il governo avrebbe dovuto mettere in campo una politica di riforme e predisporre una politica dei redditi. Non è riuscito nemmeno a cercare un patto sociale e rischia pure la mobilitazione dei sindacati, tanto per peggiorare la situazione. Servirebbe Draghi. Abbiamo Meloni.







