Il 4 agosto 1994 ci lasciava Giovanni Spadolini, figura eminente della Repubblica Italiana, statista, intellettuale, giornalista, primo Presidente del Consiglio laico dopo l’unità d’Italia e simbolo di un’Italia repubblicana che sapeva coniugare rigore morale, cultura politica e senso delle istituzioni. A trentuno anni dalla sua scomparsa, la nostra sezione del PRI di San Severo – che con orgoglio porta il suo nome – intende onorarne la memoria con un ricordo che sia anche riflessione sul presente.
Spadolini fu uomo di cultura nel senso più ampio e profondo del termine: storico appassionato, giornalista di razza, accademico e infine uomo politico che portò nel governo la serietà e l’alto senso dello Stato tipici della tradizione repubblicana. Il suo ingresso nella vita politica fu ispirato da Ugo La Malfa, con il quale condivise l’impegno per la moralizzazione della vita pubblica, la modernizzazione dell’economia e la difesa delle istituzioni democratiche.
Nel 1981, la sua nomina a Presidente del Consiglio rappresentò un punto di svolta: fu il primo esponente non democristiano a guidare il governo dalla nascita della Repubblica. In un’Italia segnata dalle tensioni degli anni di piombo e dalla crisi dei partiti tradizionali, Spadolini rappresentò una figura di equilibrio, legalità e dignità istituzionale. Come Ministro della Difesa, Ministro della Pubblica Istruzione e Presidente del Senato, seppe sempre interpretare il proprio ruolo con disciplina e onore, contribuendo in modo sostanziale alla stabilità del Paese.
La sua visione laica e liberale dello Stato, il suo europeismo convinto, la sua difesa intransigente delle autonomie culturali e universitarie, fanno oggi di Giovanni Spadolini un riferimento imprescindibile per chi crede in una Repubblica fondata sulla competenza, sulla responsabilità e sull’etica pubblica.
A San Severo, nella nostra piccola ma orgogliosa sezione repubblicana, il suo nome è più di un’intestazione: è una guida morale e politica. Ricordare Spadolini oggi significa rilanciare i valori della buona politica, dello studio come base dell’azione pubblica, del rispetto delle istituzioni come cardine della convivenza civile.
Nel suo ultimo discorso pubblico, Spadolini ammonì: «Chi crede nelle istituzioni deve continuare a servirle, anche nei momenti più difficili, senza mai arretrare di un passo». È con questo spirito che, oggi come allora, ci impegniamo a tenerne viva la memoria e a proseguirne l’esempio.







