Per i trentacinque anni dell’indipendenza di Kyiv, Pyongyang ha fatto avere a Mosca una fornitura di KN-30. dei nuovi vettori balistici ad alta potenza distruttiva. Il missile dovrebbe essere equipaggiato con una testata esplosiva da 2500 chilogrammi, in pratica una carica quasi cinque volte superiore rispetto a quella in dotazione ai missili tattici russi Iskander-M. Il KN-30 dovrebbe garantire una gittata operativa di circa 1000 chilometri, doppia di quella dei sistemi di precisione standard impiegati finora dal Cremlino. Tutto questo, fino a che non viene sperimentato ed osservato, è un semplice annuncio della propaganda della Corea del Nord, molto seccata dalle esercitazioni militari congiunte di Seul con gli Stati Uniti. Resta il fatto che efficaci o meno che si rivelino i missili, Kim Jong-un resta il principale fornitore dell’arsenale russo, quali dissapori ci possano essere stati con Putin.
I leader europei che si riuniscono a Kyiv in presenza o da remoto, al limite preparano nuove sanzioni contro la Russia. Per carità le sanzioni hanno un impatto sull’economia del paese, persino Putin ha dovuto ammettere delle difficoltà. Mentre sull’immediatezza della guerra, non servono a niente, considerato che alla Russia continuano ad arrivare ordigni di ogni tipo e l’Ucraina aspetta per il 2027 una batteria himars che l’Italia ha promesso nel 2024 e ancora deve acquistare. Se Francia, Inghilterra e Germania, non si danno una mossa, il gap delle forze sul campo nel breve aumenterà vertiginosamente a favore di Mosca.
L’America si è ritirata. L’America ha fornito armi a Kyiv dal 2018 e per un quantitativo che non ha precedenti nella sua storia dal momento che l’Ucraina è un paese terzo collocato dietro la Cortina di ferro. Soprattutto l’America, quella di Obama, non quella di Trump. non condivide l’idea di una mortificazione di Mosca, che già c’è stata. L’America voleva che il Donbass e la Crimea divenissero russe, perché non ha interesse alle questioni nazionali, ma a trovare un punto di equilibrio nella regione. Il piano di Anchorage era questo. Salvaguardare l’indipendenza dell’Ucraina, concedere il Donbass e la Crimea alla Russia e finirla li. Il realismo di Kissinger per capirci. L’Ucraina non vuole fare concessioni? Benissimo, l’America invece non intende sostenere lo sforzo bellico ucraino all’infinito, perché senza concessioni, bisogna sconfiggere la Russia sul campo, obiettivo che l’America non ha messo in conto. Una capitolazione della Russia, renderebbe l’Ucraina un gigante europeo e la Cina più forte di quello che già è in Asia e che comunque diventerà se la Russia continua a combattere con ermi nord coreane, per giunta.
L’Europa ha invece ragione di garantire l’indipendenza territoriale dell’Ucraina integralmente, è suo diretto interesse che qualcuno non decida di sovrastarla. Allora deve compiere uno sforzo bellico a costo di scontrarsi direttamente con Putin e aumentare la produzione di armamenti per rifornire adeguatamente gli ucraini. Se non lo farà, bisognerà confidare che le super armi di Kim si rivelino l’ennesimo flop, cosa che però non esclude comunque morti e devastazione.
Anche il momento politico dell’Ucraina non è particolarmente felice, causa il dissenso interno e la prolungata presenza al governo di Zelensky. Difficile far votare un paese in guerra, più difficile restare al potere se si continua a prendersi bombe in testa. Occhio che da quando c’è Trump, la cosa vale anche per Putin.
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