Grazie al buon dio, gli europei hanno una sufficiente dose di realismo da non aver nemmeno preso sul serio l’idea neo coloniale del presidente del Consiglio italiano di costruire decine di centri di raccolta migranti nel cuore dell’Africa nera. Si rischiava di precipitare direttamente nelle guerre Zulù o in quella con il Madhi di un tempo. Già sembrava loro un’esagerazione la sospensione di Schengen per un problema inesistente. D’altra parte che l’Italia con questo governo se la passi male in Europa va da sé. Tutte le forze politiche che governano i grandi paesi europei hanno tradizioni antifasciste. L’Italia ha riscoperto i reduci della Repubblica sociale che si stanno interrogando se valga la pena o meno di allearsi con uno che rivendica l’eroismo filo nazista della Decima Mas.
Tanto velleitarismo da parte del governo, sarebbe un’ottima occasione per le opposizioni di candidarsi davvero alla guida del paese e non per una obiezione ideologica, tipo, non possiamo tollerare le tradizioni politiche dei nostri avversari, ma sulle cose concrete, prima fra tutte la piena compatibilità con l’Unione europea. E cosa succede invece? Il campo delle opposizioni ha un leader che sembra più fuori della realtà dell’onorevole Meloni, tanto da ritenersi capace di poter mediare fra Putin e Zelensky. Non c’era riuscito Trump, che in quanto presidente degli Stati Uniti, dispone di qualche argomento, ci riesce invece Giuseppe Conte ad imporre la pace in Ucraina. Anche il più benevolente leader europeo, che sostiene comunque l’Ucraina per come gli è possibile, riterrà Giuseppe Conte uno completamente uscito d testa.
Un collega giornalista pragmatico e scanzonato come Francesco Verderami, senza scomodare i massimi sistemi, si chiede semplicemente sul Corriere della Sera di oggi come fa il centrosinistra a stilare un programma unitario, quando in quattro anni non ha saputo nemmeno scrivere una mozione parlamentare comune su quasi nessun argomento. Esatto. Il programma del centro sinistra, nella sua attuale formulazione è battere le destre. Poi si vede. Solo che per battere le destre, si rischiano di commettere errori peggiori di quelli commessi dalle stesse destre, vedi le manifestazioni pacifiche, che non si capisce come mai, divengono tutte violente. Se tu non sei manco capace di contenere i violenti all’interno dei tuoi cortei, figurarsi se riesci a fermarli una volta che sei giunto al governo del paese. Così come dare sempre ragione agli immigrati, in quanto discriminati, non aiuta. Ci sarà pur sempre un caso in cui un’immigrato discriminato o meno, abbia torto.
Il problema della sicurezza non è di sinistra o di destra. Un paese che non sa dimostrarsi sicuro al suo interno o ai confini, diventa facilmente un bersaglio ed è il principale rischio che corre l’Italia nella attuale situazione. Il governo la lascia esposta senza provvedimenti necessari in Val di Susa e con trovate pressapochiste sul fronte migratorio. Pensare che i centri in Albania siano una soluzione dopo che si sono visti i migranti trasportati sulle navi da guerra per farlo, significa pensare che davvero gli africani abbiano l’anello al naso. L’opposizione invece discute ancora se bisogna armarsi quando mezzo mondo è in guerra e sfodera mitomani convinti che un loro intervento diretto risolva conflitti secolari. Pensare che l’Italia dal 1954 sino al 1989 coniava una moneta da cento lire che rappresentava Minerva. La dea dell’intelligenza appoggiata ad una lancia.
Museo del Risorgimento mazziniano Genova






