Dopo venticinque anni dagli accordi sulla Tav, la realizzazione del progetto che prevedeva la costruzione del più grande tunnel al mondo, lungo più di 57 chilometri, è ferma al trenta per vento dei lavori. Gli Stati Uniti d’America e nel 1863, impiegarono sei anni ad unificare le due coste del Continente coprendo una distanza di oltre settemila chilometri e combattendo tribù guerriere. L’Italia prevedeva di metterci trenta tre anni per unificarsi con la Francia, e questa stima è ancora ottimistica. Si dovrebbero scavare nella roccia dieci, quindici metri al giorno e se ne fanno ottanta centimetri. Non bastasse, quello che non sono stati capaci di fare gli arapaho, i cheyenne, ed i sioux, fermare il carro d’acciaio, è riuscito ad una comunità della val di Susa che si riteneva complessivamente tranquilla. Va detto che le tre principali tribù native della Grandi Pianure non raggiungevano i diecimila individui, raramente mettevano insieme cinquecento guerrieri. Negli scontri dell’altro ieri si contano sino a sessantamila manifestanti e settecento combattenti.
Fosse stata la prima volta che si riunisce una tale folla per scendere sul sentiero di guerra contro i lavori, le reazioni politiche che abbiamo ascoltato sarebbero comprensibili e accettabili. Faremo, proporremo, scriveremo. Ma è almeno dal 2013 che si perpetua l’attacco armato ai cantieri ed è un miracolo che vista l’intensità della violenza ancora non ci sia scappato il morto. La professionalità e la dedizione delle forze dell’ordine si vede da almeno dodici anni in Val di Susa, dove pure sono sottoposte ad una aggressione di una violenza sconcertante in una nazione dove si celebra Carlo Giuliani. Nel 2013, la Cassazione rifiutò le accuse di terrorismo nei confronti dei manifestanti, la legge che dovrebbe introdurre il governo in Val di Susa infatti è quella marziale, non quella dell’antiterrorismo.
Meno male che il ministro Salvini in questa legislatura voleva avviare i lavori per il ponte sullo Stretto. Non è riuscito nemmeno a far svolgere i lavori ordinari della Tav. Il ministro prendesse per una volta coscienza del suo operato fallimentare. Il governo pensa ad un nuovo decreto sicurezza ad hoc. Invece di occuparsi dei rav party, doveva presentarsi con delle misure per la Val di Susa dal primo momento. Se ne sono guardati bene e adesso ne pagano le conseguenze le forze dell’ordine. Se il governo che difende i pistoleri e non sa acchiappare i facinorosi, si è dimostrato, tanto per non smentirsi, incapace, l’opposizione è per lo meno connivente fra movimento cinque stelle e verdi sinistra. Un suo sindaco ha pensato bene di mettere all’indice l’operato delle forze di polizia a poche ore dalla sommossa in Val di Susa. Tutto si tiene per dimostrare la condizione di un paese paralizzato, ostaggio delle piazze. Poi ti lamenti se nei sondaggi cresce uno come Vannacci. che evoca la decima Mas.
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