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Quelli ingenui siamo noi occidentali

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
18 Dicembre 2023
in L'editoriale
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Quando Dostoevskij scrisse Delitto e Castigo, il suo protagonista Raskolnikov, che uccide una vecchia ad accettate per rubarle i soldi, incarnava il ritratto di Napoleone Bonaparte, l’occidentale ateo pronto a tutto per fare carriera. In verità Napoleone non dovette commettere nessun omicidio per ascendere socialmente, venne lanciato nel mezzo delle guerre rivoluzionarie. Chi invece iniziò con un omicidio, quello del padre, per proiettarsi al vertice dello Stato, fu il giovane Alessandro. La follia di Paolo Primo di voler fare la pace con la Francia. Paolo primo viene descritto per l’ appunto come un matto, quando era lucidissimo e con la stessa attrazione occidentalista del padre Pietro Terzo, estraneo completamente agli interessi e agli affari della Russia. Pietro terzo era persino luterano, e la moglie Caterina lo fece imprigionare. Paolo primo che confessava per iscritto la sua ammirazione per il generale Bonaparte e la Francia rivoluzionaria, andava ucciso.

Alessandro che pure passa per sovrano riformista e magari illuminato fu uno dei peggiori satrapi orientali, bigotto fino a misticismo ed in più responsabile dell’omicidio del padre. Probabilmente il genio di Dostoevskij se ne accorse e lo mise in scena nei Fratelli Karamazov, cioè dieci anni dopo Delitto e Castigo. Alessandro rimase sul trono di Russia vent’anni e non fu mai minacciato da nessuno, perché Napoleone non ne aveva compreso la natura. Andò a Mosca per accettarne la capitolazione non per rimuoverlo dal trono. Alessandro era protetto dal suo più grande nemico. Questo rapporto malato che caratterizza diverse volte l’occidente e la Russia, anche Stalin fu protetto dall’intervento americano senza il quale la Russia sarebbe finita al tappeto, è una costante che ritorna nella storia delle relazioni internazionali. Dostoevskij, a contrario di Tolstoj, è un simbolo della cultura occidentale. Per cui l’occidente non vuole necessariamente spaccare la Russia, come lamenta Putin, semmai recuperarla ad una comune identità politica, Hitler che voleva annientarla si trovò contro inglesi e americani, gli americani in particolare sono i protettori di Putin che è prossimo a governare la Russia più a lungo dello Zar Alessandro. Che poi Putin fosse un macellaio si sarebbe dovuto comprendere in Cecenia dopo nemmeno un anno che si era insediato al Cremlino. D’altra parte escluso Eltsin gli occidentali che scelta avevano? La Russia era piena di rottami del mondo comunista, Putin, ospite di Kissinger ad Harward, aveva avuto il gradimento del gotha del partito democratico e Putin fu abilissimo a presentarsi come un nemico del fondamentalismo islamico tanto da approfittare dell’attentato alle Torri Gemelle per espandersi in medio oriente attraverso i vecchi legami sovietici con la Siria. Questo suo ruolo fu decisivo perché convinse l’amministrazione statunitense di Obama che se fosse stato liquidato Assad, il paese sarebbe finito in mano all’Isis o ad Al qaeda. Biden che all’epoca si occupava dei protocolli sulle armi chimiche lodò Assad per non averle mai usate a contrario delle accuse che erano state presentate. Assad rimase in sella grazie alla benevolenza di Obama che aveva rovesciato invece Gheddafi. Il rais non aveva più legami con la Russia del 1991. Putin è stato il principale favorito dell’occidente, tanto poco ingenuo da occupare la Crimea senza che nessuno battesse ciglio. Berlusconi andò a stappare champagne. Una intera classe politica in occidente fu incapace di comprendere le ambizioni della Russia che sono le stesse dai tempi di Ivan il terribile. Dopo il disastro della prima guerra mondiale il bolscevismo le aveva per lo più contenute, Stalin si limitava a guerre di confine e perdenti come in Finlandia, o lontane e mirabolanti come in Spagna, comunque fallimentari. Dopo l’aggressione nazista la Russia si ritrovò padrona di mezzo mondo e questo diede ai russi alla testa, soprattutto quando si perse tutto. Ecco allora emergere Putin, altro che ingenuo.

Putin dice una sola cosa vera invece quando nega di voler attaccare la Nato. Uno che nemmeno riesce a riprendere l’Ucraina dopo due anni, il peggior tattico militare che la Russia abbia mai avuto, figurarsi se attacca la Nato. Più viene ritardato lo scontro finale con l’occidente, più l’ingenuo, come si definisce, spera di rafforzarsi sfruttando le nostre debolezze, davvero tante. A cominciare dall’ingenuità di credere di poter riprendere un dialogo con un simile personaggio. La stessa che Napoleone aveva con Alessandro..

pixabay cco

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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