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Questione politica, non militare

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
14 Gennaio 2024
in L'editoriale
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Tutte le informazioni che arrivano sulla guerra in Ucraina non hanno particolare rilievo se non per ll fatto che è stupefacente come la Russia ancora non sia riuscita a prendere il possesso della Regione. Una presunta grande potenza che bombarda notte e giorno un suo ex protettorato e che non solo non è entrata nella capitale ma nemmeno è riuscita a sbarcare ad Odessa. Bisognerà riscrivere tutti i manuali. Non c’era bisogno di sbarcare in Normandia. Bastava bombardare Berlino. L’Unione sovietica controllava l’Ucraina dal 1921 ed era bastata l’avanzata dell’Armata rossa perché tutte le truppe cosacche stanziate a Kyiv si dileguassero nel nulla. E L’Unione sovietica prese poi l’Ungheria, la Cecoslovacchia e persino in Afghanistan fece meglio occupando almeno Kabul. Questo non perché i generali sovietici fossero più capaci di quelli di Putin, per quanto sia difficile immaginarne di altrettanto scarsi, ma perché l’Unione sovietica confidava su un qualche consenso politico degli apparati in tutti questi paesi. Trotzkj che comandava l’Armata rossa era ucraino e gli ucraini furono felici di veder cacciate le bande cosacche di Petljura. Stalin mise a capo dell’Ucraina, Crusciov, anche lui ucraino che godeva dei contatti del partito comunista della Regione. Se domani Putin sbaragliasse finalmente l’esercito ucraino che è invero poca cosa, cosa farebbe dell’Ucraina? Come la controllerebbe? Questo è il vero problema, non la guerra.

Zelensky sostiene che la conquista russa dell’Ucraina comporterebbe una minaccia per tutta l’Europa. In teoria avrebbe anche ragione, le ambizioni di Putin sono smodate, non fosse che in pratica, uno che non riesce manco a prendere l’Ucraina in due anni, può pensare di attaccare la Polonia, i paesi Baltici? Conquistata l’Ucraina, Putin aprirebbe la via al Mediterraneo come Pietro il Grande. Insomma una flotta che perde naviglio contro chi una flotta nemmeno la possiede, come è avvenuto finora nel Mar Nero, non riuscirebbe a superare Malta, come non vi riuscì per l’appunto nemmeno Pietro. Putin ricorderebbe, venga perdonato il paragone, Napoleone nel 1809 in Spagna. Quello che però era un grande soldato cacciò gli inglesi, riprese Saragozza, riprese Valladolid e rimise il fratello incapace sul trono a Madrid. Ciononostante Napoleone non ottenne niente. Oramai la popolazione spagnola odiava i francesi. E attenzione, quella che noi chiamiamo comunemente campagna di Russia, Bonaparte derubricava come “Seconda campagna di Polonia”. Volete che Putin appena presa l’Ucraina si imbarchi in una prima campagna polacca? Il Congresso americano esclude che Putin riesca a prendere persino l’Ucraina senza bisogno di darle altre provvigioni. Non sarà mai Napoleone Putin e persino Hitler in confronto a Putin è un militare eccezionale.

Allora la settimana scorsa si è presentato alla Cnn Oleksiy Melnyk, co-direttore della sicurezza internazionale del Razumkov Center di Kyiev, Melnyk ha spiegato che in queste settimane i russi hanno potenziato il loro arsenale balistico con droni mimetici più veloci e precisi che bersagliano ogni notte le città ucraine causando decine di vittime. Per cui senza aiuti è gioco forza che l’Ucraina è destinata a cadere. Anche per ciò che concerne il fronte, ammesso che davvero esista un qualche fronte, circolano video di truppe ucraine che si arrendono composte e timorose alle russe. Stando così le cose è persino inutile un patto di sicurezza anglo ucraino. Zelenskj farebbe meglio a gettare la spugna e a mettersi in salvo. Poi per caso si vedono le prime riprese satellitari del T 90M, il celebre Proriv, il super tank che Putin ha fatto sfilare in parata a Mosca, il vanto della tecnologia bellica russa. Questo colosso di acciaio di nuovissima fabbricazione non si è mai visto in azione, quindi il video merita una certa attenzione. Dalla ripresa satellitare si vedono appena due modesti Bradley, un comunissimo anticarro statunitense in dotazione alle truppe di fanteria ricavato dal vecchio Sherman, dunque agile sui terreni sconnessi, il Leopard tedesco invece non serve a nulla. I Bradley sparano un paio di missili sul T90 che manco li ha visti arrivare. Il gigante inizia a far ruotare la torretta vorticosamente su se stesso, tanto da spostare l’asse di bilanciamento fino a schiantarsi contro gli alberi. I Bradley se ne vanno indisturbati come erano venuti. La questione politica per Putin è irrisolvibile e tutto sommato, quella militare non è che poi sia così favorevole,

pixabay foto CC0

Tags: BradlayTm 60
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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