Settant’anni di pace in Europa hanno fatto perdere il senso della guerra che pure era radicato da secoli in quasi tutti gli Stati continentali che si sono combattuti ininterrottamente dal loro sorgere fino al 1945. Da quella data, solo l’Inghilterra e la Francia si sono ritrovate impegnate direttamente in episodi bellici di breve o di media durata. La Francia nella guerra di Indocina e di Algeria. L’Inghilterra nelle Falkland, ed insieme nella crisi del canale di Suez. Per il resto hanno fatto missioni di peace keeping che con la guerra non c’entrano nulla. Anche la collaborazione in Afghanistan con le regole di ingaggio adottate non si può propriamente considerare una guerra, altrimenti degli studenti armati di kalashnikov, un fucile del 1947 e che vivono come pastori di capre, non avrebbero ripreso il potere senza colpo ferire. Sarebbero stati prima sterminati.
Insieme alla disabitudine al combattimento su larga scala e come iniziativa propria di un corpo d’armata, si è instaurata la credenza di poter fare le guerre senza impegnare i propri soldati, come l’Inghilterra durante le guerre napoleoniche, che si affidava alle armate austriache e russe, o prussiane, si vide con che risultati. Sotto questo profilo molto peggio dell’azione in Afghanistan è stata quella compiuta in Libia, dove si è persino pensato di rimuovere un regime di durata quasi quarantennale, senza impiegare truppe al suolo, ma milizie locali, che poi si sono spartite la Regione. Una guerra, come sappiamo, si può anche combattere senza l’aereonautica, mentre è impossibile farlo senza esercito. Piuttosto conveniva tenerlo Gheddafi. Un problema che ci si dovrebbe iniziare a porre anche per quanto riguarda l’Ucraina. Mai l’Ucraina sconfiggesse la Russia con le sue sole armate, cosa che tutti escludono e pure continuano ad essere affondati incrociatori russi, indipendentemente da chi le rifornisce di armi, l’Ucraina diventerebbe la vera potenza nell’area. Se poi si volesse essere sicuri che invece l’Ucraina non venisse sopraffatta, cosa in effetti plausibile, insieme ai mezzi bisognerebbe darle gli uomini, altrimenti il conflitto potrebbe durare altri dieci anni.
Anche l”idea di allestire oggi una flotta di soli paesi europei ed inviarla nel mar Rosso, come si è deciso a Bruxelles, presenta aspetti bizzarri. L’ultima vittoria navale dei greci è la battaglia di Salamina, 480 avanti Cristo, questo mentre la marina francese, ha collezionato insuccessi terrificanti dai tempi di Abukir, quella italiana, è ricordata nel mondo per il disastro di Lissa. Poi nel caso in cui i precedenti non fossero considerati importanti, per allestire una simile missione, bisognerebbe avere prima una qualche idea delle forze e degli armamenti che si dispongono nella regione, in particolare quelli in possesso alle milizie Houti, cosa di cui nessuno sembra preoccuparsi. Diamo pure per risolto quello che si è sempre mostrato nei secoli il problema principale in tutte le guerre combattute da componenti, quali che fossero,, eterogenee fra loro, ovvero quello del coordinamento. Resta manifesta la preoccupazione dell’intervento del ministro della Difesa italiano Crosetto in aula. Il ministro ha detto che si sta valutando se assicurare o meno una copertura aerea. Al momento la missione navale europea non prevede l’impiego dell’aviazione, così come avendo per l’appunto solo carattere difensivo, non prevede truppe a terra. In tali condizioni l’Unione europea sta inviando un bersaglio in mezzo al mare. Nella storia c’è qualcosa di molto peggio che fare le guerre. Riuscire a perderle prima ancora di cominciarle.
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