Fortuna vuole che il presidente del consiglio a Rimini abbia gonfiato il petto vantando il prestigio internazionale dell’Italia proprio quando la posizione del suo governo è a un passo dal ridicolo. Uno dei suoi vice ha invitato elegantemente il presidente francese ad attaccarsi al tram, l’altro ha detto che il suo collega parlava da capo di partito. Allora basterebbe far lasciare a Salvini l’incarico ministeriale, così che non ci si dovrebbe preoccupare di cosa dice ogni momento, soprattutto si risparmierebbe l’umiliazione all’ambasciatore italiano a Parigi di venire convocato all’Eliseo.
Ovviamente Salvini resterà al suo posto. Detta lui la linea al governo, altrimenti Taiani non se ne sarebbe uscito con la proposta dello sminamento. Bontà del ministro degli Esteri ad aver subito precisato, che bisognerà aspettare, prima di mettersi a sminare, la fine della guerra. Sminasse domani il mar Nero, i russi sbarcherebbero ad Odessa, senza contare che gli ucraini hanno appena minato tutto quello che possono del Donbass. Invece di fantasticare, il governo del ritrovato orgoglio dicesse con chiarezza cosa vuole fare davanti ad una guerra che continua. Quando sarà finita, magari, grazie al buon Dio, avremo un altro governo in carica a doversene occupare.
Purtroppo il governo non si rende conto che la grandiosa iniziativa diplomatica di Trump ha fatto un buco nell’acqua e che nuove sanzioni, a questo punto delle cose, avrebbero un impatto limitato. Per bombardare a distanza l’Ucraina, a Putin basta l’uso dei droni fatti in casa, e la Russia usa quelli cinesi. Ai cinesi le sanzioni rimbalzano. Sono loro i principali esportatori al mondo, cosa vuoi sanzionare? Se Francia, Germania e Inghilterra, mai decidessero di inviare le truppe per rinforzare le difese ucraine sotto pressione, l’Italia ha già fatto sapere che starà a guardare. Prima ancora di una strategia operativa, Putin ammira la divisione europea e grazie all’Italia. Altro che prestigio internazionale. Zelensky.si chiederà che razza di alleati si ritrova.
Il governo italiano dovrebbe per lo meno ,risparmiarsi battute estemporanee. Se contava sulla mediazione di Trump, questa agitata come una bandiera, non ha condotto da nessuna parte. Se il governo confida che l’America si defili dall’impegno in Ucraina, allora meglio rimangiarsi in fretta tutte le promesse di sostegno vantate. La verità è che il governo brancola nel buio, senza sapere cosa fare, altro che prestigio internazionale ritrovato.
Infine il governo esclude che l’America attraverso l’Europa e la Nato decida di alzare il target degli obiettivi, intensificando l’azione militare. Questo potrebbe presupporre la presenza di truppe occidentali sul campo e al tram si attaccherebbero Salvini e Taiani. Trump ha appena autorizzato la vendita di armi all’Ucraina per un miliardo di dollari. Forse servirà qualcuno che le mine vada ad aggiungerle, non a toglierle.
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