Nel caso in cui i missili caduti ad Odessa avessero ucciso il premier greco in visita, lo scenario internazionale sarebbe cambiato notevolmente in peggio. Al momento, forse ancora non è chiaro, nessun paese occidentale, meno che mai la Nato, è in guerra con la Russia. Semplicemente è accaduto che la Russia ha invaso l’Ucraina e non dal 2022, dal 2014.
L’Ucraina, come dicono ogni giorno Putin e il suo tirapiedi Medevdev, è Russia, per cui dal loro punto di vista, la Russia sta attaccando se stessa. Infatti il Cremlino non ha fatto una dichiarazione di guerra, ha annunciato “un’operazione speciale”, ovvero un programma di denazificazione dell’Ucraina. Poi pensavano di arrivare in una settimana a Kyiv e di venir accolti da una folla in festa, Come si sa, le cose sono andate un po’ diversamente.
Cosa pensino al Cremlino oramai è chiaro. Visto le difficoltà incontrate. sarebbe il caso di abbassare il tiro, invece lo alzano. Maestri dell’intimidazione confidano che si realizzi il contrario di quello che ha detto il presidente Macron ai paesi europei, ovvero di non essere codardi. I russi puntano sul fatto che gli europei al dunque se la facciano sotto e cedano. Putin ed i suoi macellai possono buttare nel tritacarne anche cinque milioni di uomini, gli europei sono terrorizzati all’idea di perderne anche soli cinquecento. Per questo ogni giorno minacciano l’arma nucleare, manco avessero una qualche idea di come e dove impiegarla. In una guerra nucleare la Russia verrebbe spazzata via prima di iniziarla. Si tratta di una questione geografica, non militare. Anche se un conto è avere le bombe atomiche dal 1950, un altro saperle utilizzare. La Russia credeva nei sottomarini che sono andati a fondo.
Il punto di vista americano è necessariamente molto più complesso. L’America è uno stato unionista che ha vissuto la sua guerra civile nel 1850. Simpatizza istintivamente per Stati unitari come il suo, tanto che quando l’Ucraina chiese armi pesanti nel 2009 non gliele diede e non ha reagito nemmeno davanti all’invasione della Crimea. Adesso vista l’evoluzione delle cose è un po’ preoccupata, ma non al punto di rinforzare l’Ucraina come vorrebbe Zelensky. Gli americani non si fidano ad armare una regione che considerano appunto come Putin a tutti gli effetti russa e non hanno nessuna intenzione di intervenire in una guerra russa. La linea politica americana è, fatto quel che abbiamo potuto per l’Ucraina, se l’Ucraina dovesse cadere, sarà la guerra con la Russia, cioè contro uno Stato unito che potrebbe colpire i nostri alleati, questo lo danno per scontato, come ha detto il generale Petreus, ma non a favore di uno secessionista cosacco.
La questione è tutta europea, indipendentemente da chi sarà il prossimo presidente statunitense. L’Europa può decidere di combattere Putin adesso, difendendo l’indipendenza ucraina e quindi entrando di fatto in guerra senza essere pronta, si capiscono le perplessità tedesche a riguardo, oppure domani, se e quando l’Ucraina sarà riassorbita. Tutta questa indecisione è a vantaggio di Putin che però dalla sua non ha il tempo. Ci ha messo nove anni a piegare la Cecenia che nessuno aiutava, forse qualche sceicco. L’Ucraina è tre volte la Cecenia ed è pure stata un pochino armata. Poi ci sono i milioni di russi che hanno sfilato muti per ricordare Navalny,.Un’opposizione silenziosa senza rappresentanza, costretta a subire ogni vessazione da parte del regime. L’ultima è che persino Kasparov è stata inserito nelle liste dei terroristi. Perchè anche giocare a scacchi è un reato in Russia.
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