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L’argine

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
29 Maggio 2024
in L'editoriale
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Fortuna poter leggere, in prima pagina su Repubblica oggi, in bella evidenza che “la sinistra sarà l’argine contro i filo russi”, testuale. Questo perché, se la storia europea conta qualcosa, in Italia, in Francia, in Germania, persino in Inghilterra, la sinistra, quella marxista che era predominante, per buona parte del ‘900 è stata direttamente manovrata dalla Russia. I rapporti con i russi erano talmente stretti che quando Hitler entra a Parigi, il quotidiano del partito comunista l’Humanitè inneggiava al trionfo del grande alleato di Stalin. In Italia, ad onor del vero, i rapporti furono più complessi ma il primo a sinistra a rompere con i russi, fu Craxi e da quel momento divenne bollato come “l’amerikano”, con la k e persino ritratto in divisa fascista. Pensare che se c’era uno ad aver buoni rapporti con la Russia fu il Cavalier Benito Mussolini, che voleva spedire Gramsci a Stalin in omaggio, e quello non lo volle. Poi il Duce, fece tutto quel che poteva, invero nulla, ma se crediamo a Croce il pensiero conta, perché Hitler si ritirasse dalla Russia.

D’altra parte cosa ha detto Putin per nobilitare la guerra? Che gli ucraini sono nazisti e anche qui tutto si presta, perché se Zelensky è ebreo, e francamente un nazista ebreo è un controsenso ma c’è chi crede che lo sia Netanyahu, il nazismo trovò molti alleati in Ucraina e oltretutto l’Ucraina fu teatro della resistenza dei generali bianchi. In realtà un po’ tutti i paesi dell’est Europa guardano al nazismo con una certa indifferenza, inclusa la Polonia, perché il loro vero dente dolente era il bolscevismo russo. Il nazismo perseguitava le minoranze, i comunisti perseguitavano tutti. In Ucraina lo sterminio dei kulaki, portò la popolazione tra gli anni venti e trenta del secolo scorso, al cannibalismo. Non erano i russi a mangiare i bambini, erano gli ucraini, le madri si mangiavano i loro figli per fame e anche viceversa.

I bolscevichi, bisogna riconoscerlo, rispetto a Putin avevano un maggior senso della realtà. Se l’armata Rossa non fosse entrata a Kyiv in cinque minuti fra l’entusiasmo della folla, Lenin non avrebbe mai mosso guerra all’Ucraina. Che senso aveva detenere un paese completamente ostile che avrebbe sfibrato la sua truppa giorno dopo giorno? La stessa repubblica sovietica di Ungheria venne edificata nel 1919 perché Lenin contava sui servizi di Belà Kun e Rakosi, due comunisti di quel paese che godevano di un certo seguito. Quando Stalin cercò di prendersi la Finlandia, rinunciò appena ricevette le prime sconfitte militari, ritenne più saggio fucilare i suoi generali che bombardare il popolo finlandese. lo stesso nel secondo dopo guerra fece davanti alla resistenza in Grecia. Nacque così la dottrina del pacifismo, che è in realtà una dottrina sovietica oltre che di Gandhi, per cui se non puoi vincere le guerre, fatti campione della pace. Evidentemente Putin era convinto di vincere facile in Ucraina, solo che passati due anni, anche uno come lui inizia ad avere qualche dubbio necessariamente. Tanto che la posizione russa è diventata davvero singolare. La Grande Russia in Ucraina starebbe facendo semplicemente un’operazione speciale, un intervento poliziesco, insomma. La Nato, invece, farebbe la guerra alla Russia. La Nato che pure non c’è in Ucraina, ci sono alcune delle sue armi più scadenti. Vediamo cosa succede quando arrivano, se arrivano, le migliori.

Nel dubbio la sinistra che sarà argine contro i filo russi, ha subito trovato un campione pronto a sciogliere la Nato. Lo candida alle europee l’onorevole Schlein, prendendolo direttamente dalle fila papiste. Ora bisogna riconoscere un papa che mosse incontro ad Attila armato di una sola croce e lo fece ripiegare. Invasori unni, più o meno progenitori degli attuali russi. Per cui abbiamo un antico precedente al quale possiamo ispirarci, mai arrivassero i russi, sciolta la Nato, inviamo loro incontro il papa. Se però vogliamo essere un pochino più sicuri riguardo all”integrità del nostro territorio, troviamo esempi meno remoti in Massena e Bonaparte, che i russi li presero a cannonate. Gli effetti furono immediati. In questo caso, temperamento scettico, meglio tenercela la Nato.

Tags: CraxiPutin
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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