La pregevole lettera dell’onorevole Meloni ai suoi dirigenti è completamente vana. Se tu ripristini il simbolo che l’onorevole Fini aveva cancellato, ti ritrovi la gioventù che si richiamava a quel simbolo. Anzi, bisogna dire che dopo tanti anni, a vedere le immagini dell’inchiesta di Fan Page, i giovani di destra sembrerebbero migliorati. All’epoca della gioventù del movimento sociale vero e proprio, Almirante dovette fare espellere Andrea Ghira, Angelo Izzo e Guido Guidi, i prossimi massacratori del Circeo, tutti ex del Fronte della Gioventù missina. Se la fiamma tricolore resterà ancora a lungo in circolazione bisognerà prepararsi a ben più preoccupanti avvenimenti.
Non che i giovani comunisti dell’epoca fossero poi molto meglio di quelli missini. L’onorevole Bertinotti ha raccontato che ancora negli anni 2000 ha dovuto far rimuovere le immagini di Stalin nelle sezioni di Rifondazione comunista. Se Fan Page avesse fatto un’inchiesta nel 1977 su quello che avveniva nel mondo giovanile del Pci, quando Berlinguer criticava l’Urss, nessuno crederebbe ai suoi occhi.
Sotto questo profilo il partito repubblicano è stato fortunato con il movimento giovanile rispetto agli altri partiti, ovviamente anche quello socialista, prima dell’avvento di Craxi, che infatti tolse la falce e il martello dal simbolo, era un programma. Nella gioventù repubblicana potevi trovare al limite un eccesso di anticlericalismo, comunque sempre ponderato perché la figura di Mazzini, il punto di riferimento ideale di molti giovani iscritti, era estremamente rispettosa della Chiesa. Bisognerebbe fare un’ inchiesta sui figli di Ciceruacchio per trovare qualcosa di sconvolgente, cento e passa anni prima. Mentre negli anni ’70 del secolo scorso, il movimento giovanile repubblicano raccoglieva estimatori della personalità di Ugo La Malfa e quindi un invito al ragionamento politico, più che allo scontro fisico.
La giovanile repubblicana in un’epoca ancora così cruenta aveva poi caratteristiche eccezionali, dal momento che il partito repubblicano sosteneva in Italia le ragioni dell’intervento statunitense in Vietnam. L’aggressore all’epoca era il regime militare di Hanoi, non l’America che difendeva direttamente con i suoi soldati la libertà di tutto un popolo. Cosa questa, la presenza militare americana, che dovrebbe far pensare alla situazione ucraina, dove il povero Zelensky ancora aspetta che gli arrivino le armi e già si ritrova contro i nord coreani.
La gioventù repubblicana aveva anche un’altra caratteristica sullo scenario internazionale a renderla unica. Era priva di qualsiasi simpatia per l’organizzazione palestinese di Arafat, dal momento che il Pri era il solo partito italiano a non avere rapporti ufficiali con l’Olp ed i suoi capi. Ugo La Malfa diceva che la libertà dell’occidente si difendeva sotto le mura di Gerusalemme, mura che Arafat voleva abbattere. Questa posizione di La Malfa divenne il perno della politica del Pri nel Mediterraneo, tanto che Spadolini avrebbe fatto una crisi di governo sui fatti dell’Achille Lauro. Così all’epoca se qualche giovane ammirava invece, come era pur suo diritto, Arafat e dunque i leader italiani che lo incensavano, Andreotti, Craxi, Berlinguer, si iscriveva in altro partito, lasciando la giovanile repubblicana formidabile in questa sua unicità nel sostegno all’America, ad Israele, ed ovviamente, alla Nato.
Museo del Risorgimento Mazziniano Genova






