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Putin dà la caccia ai bimbi

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
9 Luglio 2024
in L'editoriale
1
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Non si sa a che titolo, Il presidente provvisorio del Consiglio Europeo Orban, se ne sia andato in Russia e Cina. L’Unione europea non gli ha affidato nessun mandato, e quindi la sua carica imporrebbe prudenza. Invece, poche ore dall’averlo ricevuto, Putin ha colpito un ospedale pediatrico e Xi ha inviato truppe in Laos e Bielorussia. Più si aumenta la compiacenza nei confronti nelle dittature, più si liscia loro il pelo, più queste divengono sfrontate. Lasciando da parte la Cina che è un fenomeno molto complesso e che dispone di un sufficiente umorismo macabro per vedere il suo nemico russo suicidarsi da solo, i cinesi mai hanno distinto gli ucraini dai russi e mai lo faranno, la Russia è molto più semplice da decifrare, oramai la conosciamo bene, Putin ha iniziato la caccia ai bimbi.

L’unica cosa interessante della visita di Orban al Cremlino è che questo residuato ripulito della Cortina di ferro ha detto che Putin vincerà la guerra e sa come farlo, infatti ha centrato subito un ospedale oncologico per l’infanzia. Nella futura Rusky novoy, come Putin chiama l’Ucraina, la razza dovrà essere migliorata. Servono schiavi, non si può perdere tempo ad occuparsi dei malati, quale sia loro l’età. I vecchi sono già bombardati tutti i giorni, i bambini vanno selezionati.

Come è possibile che il missile su Kyiv sia arrivato dritto per dritto e non sia stato intercettato? Perché Zelensky sta ancora aspettando le armi promesse dagli americani e quindi quelle difensive di cui dispone le ha messe a protezione degli obiettivi di un qualche significato militare strategico, nemmeno Zelensky crede a quanto sta succedendo, cioè una guerra di sterminio che prosegue quella staliniana iniziata cento anni fa. Stalin uccise dieci milioni di ucraini, un terzo della popolazione, Putin è ancora parecchio indietro a questi obiettivi e deve accelerare i tempi. Lo si capisce dalla tattica adottata nel Donbass dove i russi perdono 1200 uomini al giorno per guadagnare porzioni di terreno insulse. Si tratta di una tattica impiegata dal Vietminh nella guerra di indipendenza, prima ancora in Corea e che inventarono proprio i russi a Stalingrado. Non hanno importanza le perdite umane dei propri effettivi quando le si può rimpiazzare, importante è sfibrare il nemico che ha risorse umane limitate. Macron aveva detto mandiamo i soldati in Ucraina, gli altri paesi europei gli hanno chiesto se era matto, Putin ha fatto il resto e ci ha pure Orban che va a scodinzolargli intorno contento.

Che l’America, l’Europa, tollerino tutto questo, oramai è chiaro. Tutta la storia delle armi per difendere l’Ucraina, armi che per carità non si possono usare fuori dai confini stretti della regione e che quindi non servono a niente e che comunque ancora devono arrivare, se mai arriveranno. Come si difende l’Ucraina lo sa iddio, le truppe russe sono fatiscenti militarmente parlando, i loro comandi di ubriaconi secondo la loro tradizione del resto, quando un generale è capace il governo lo silura dai tempi dello Zar Alessandro, hanno il terrore dei militari capaci i governi russi, e questo è l’unico vantaggio di cui dispongono ancora gli ucraini, ma oramai siamo a fine partita. I russi non hanno ostacolo nei loro bombardamenti e anche se non sfondano il fronte, potranno continuare a bersagliare obiettivi civili sensibili, continuando ad accrescere le vittime della popolazione. Questo conta in una guerra di logoramento. Ad un certo momento, senza appoggi veri su cui contare dall’estero, Kyiv chinerà la testa. Soprattutto dopo le promesse, i patti di sicurezza, le visite e tutto il ridicolo ed ipocrita circo che l’occidente ha messo in piedi in questi mesi per salvarsi una faccia sporca di sangue e di fango. Orban è la figura più significativa dell’occidente che già striscia davanti ai suoi vecchi padroni dell’oriente.

C’è solo più un tassello da mettere a posto, l’Inghilterra. Il giorno che cadesse Odessa, l’Inghilterra va in guerra con tutto quello che ne consegue. E visto che i russi non sono in grado di combattere contro una qualche potenza evoluta, potrebbero fare di Odessa una città Stato indipendente, la Singapore del secondo millennio. Un Chamberlain che li apprezzi, per questo, si può sempre trovare. I tipi alla Chamberlain oggi vanno di moda un po’ ovunque. Sono i Churchill, i Kennedy ed i Nixon che mancano.

Tags: OrbanPutin
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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Comments 1

  1. Barraco Tarlati Bartolomeo Walter says:
    2 anni ago

    L’Occidente non è stato e non sarà capace di difendere l’Ucraina, non si doveva attendere per rifornire di armi Kiev attendere significa aiutare Putin. Si, aiutare Putin perché lui non ha problemi se i militari muoiono lui li rimpiazza Kiev no non può rimpiazzarli quindi adesso non servono quasi a nulla le armi che gli vengono date perchè gli mancano gli uomini. a meno che non sia stata programmata per poi fare intervenire la NATO.

    Rispondi

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