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L’obiettivo del mondo libero

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
19 Giugno 2025
in L'editoriale
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Una parte cospicua dell’opinione pubblica italiana all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina ci ha spiegato che la Russia era invincibile, come l’eroe dei fumetti Superman, per cui non aveva senso alcuno combatterla. In second’ordine che la Russia aveva ragione, perché la Nato l’aveva minacciata. Infine che gli ucraini erano stati ingannati da Boris Johnson. Sempliciotti com’erano, il premier britannico li aveva convinti a strappare gli accordi vantaggiosi offerti loro dai russi.

Questa stessa parte dell’opinione pubblica piuttosto preponderante nella società italiana, si avvale di trasmissioni televisive, testate di quotidiani nazionali e persino di intellettuali di grido, è la stessa che oggi asserisce di non capire quali sarebbero gli obiettivi di Israele davanti alla guerra con l’Iran. Da notare questo velo di prudenza per cui non si comprende cosa si riprometta un criminale genocida come Netanyahu che pure sta sterminando un intero popolo a Gaza. Quando Netanyahu non può essere considerato un volgare assassino, in Iran sono colpiti tutti obiettivi militari, è un pazzo schizzato come il suo amico Trump. Anche su Trump se ne trovano di tutti i colori, non ultimo il parere illuminante del presidente dell’Istituto affari internazionali, la signora Tocci, per cui l’ideologia di Trump è la stessa di Putin. Bisognerebbe dare alla signora Tocci una cattedra di Storia della filosofia comparata. Sicuramente anche Netanyahu condividerà questa ideologia di potenza e quindi il mondo intero nel caso migliore è finito nelle mani di questi tre satrapi. Fortuna che in Italia c’è la signora Tocci e con lei i tanti che si ergono a coscienza critica del pianeta.

Una parola di conforto per tutti. Netanyahu i suoi obiettivi in Iran li ha già raggiunti, potendo colpire chi e cosa gli pare. Si tratta solo di decidere i i tempi in cui far precipitare il regime di Teheran definitivamente o se salvarlo. Non c’è nessuna fretta di uccidere Khamenei che strepita come una gallina afferrata per il collo. L’Iran ha dimensioni tali da imporre una riflessione prima di aprire un processo di trasformazione del paese. Anche se già esistono degli interlocutori nella società iraniana, non sono certo le sole spie del Mossad ad aver consentito l’epurazione dei vertici del regime, non è detto che questi siano anche credibili in un nuovo corso politico. Bisogna discuterne con l’America e l’Arabia Saudita. Plausibilmente anche la Russia va sondata. Mai umiliare i vinti, regola aurea della politica israeliana dai tempi della guerra con Sadat.

La nostra opinione pubblica che non ha capito come la Russia abbia perso in Ucraina, è ancora meno in grado di comprendere che Israele abbia vinto in Iran. Per questo l’America isolazionista d’un tratto vuole intervenire. Trump non è il Mussolini che attacca la Francia sconfitta. Israele per completare la distruzione dei bunker sotterranei necessita di bombe in profondità di cui dispongono solo gli americani. Tutti gli opinionisti che dicono Israele può rallentare ma non distruggere il processo di arricchimento del nucleare, hanno ragione. Per questo servono gli americani. Israele vuole eliminare la minaccia nucleare per sempre dal medio oriente, questo da fastidio, dover ringraziare Israele del governo Netanyahu. Uno accendeva ieri notte rai tre e assisteva ad una riunione di una cellula del Pci degli anni ’70 del secolo scorso. Si rischia la guerra nucleare! Ma compagni scusate, se Israele cancella il programma nucleare dell’Iran, è scomparsa la minaccia nucleare. Il mondo reale è stato capovolto dal 1991. Doveva finire il capitalismo è finita l’Unione sovietica. Come capire cosa succeda.

Israele ha fatto la pace con tutti coloro che l’hanno riconosciuta, Egitto e Giordania in testa, figurarsi se non la farebbe con l’Iran di cui era amica al tempo dello scià. Per anni Israele ha proposto la pace agli abitanti di Gaza, al governo libanese, cioè alle enclave sostenute e fomentate dagli ayatollah. Senza l’Iran degli ayatollah sarà pur facile accorgersi delle prospettive di pace della Regione. Uno smacco per tutta questa pletora di giornalisti, di commentatori con il ditino alzato contro Israele, contro Netanyahu, contro Trump. Per la pace bastava rimuovere il regime di Khomeini. A quel punto si può anche fare una semplice domandina a Putin, ma tu che sei invincibile, com’è che dopo la Siria, non sei riuscito nemmeno a difendere i tuoi amici iraniani?

licenza pixabay

Tags: IranIsraele
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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