Lo stesso giorno in cui il portavoce del Cremlino Peskov dichiara che la Russia è in guerra con la Nato, il ministro Salvini se ne è uscito dicendo che il problema non sono le bombe dei russi ed il ministro Crosetto ha aggiunto che l’Italia è indifendibile, chiunque l’aggredisca.
Di Salvini si può anche non darne conto. Il poveretto vive nell’incubo dell’invasione africana che nel corso di questo millennio diventerà sicuramente realtà, nonostante gli Stalag albanesi. La terra è un pianeta di migranti e le popolazioni si spostano e si mischiano fra loro. In teoria quelle bianche potrebbero benissimo scomparire e già dovrebbero essere molto cambiate. Guardate il generale Vannacci che è il ritratto sputato dell’algerino Ben Bella. In Francia ed in Inghilterra la popolazione bianca, più bianca di quella italiana, viene già data per assediata. Nel prossimo secolo entrambe saranno sicuramente in difficoltà numerica. Qualcosa del genere avvenne ai Dori, tremila anni fa e poi persino a Roma che si era troppo estesa in cambio della nazionalità concessa alle tribù barbariche. Si tratta di processi abbastanza costanti che comunque non si consumano dalla sera alla mattina.
Dalla sera alla mattina, il ministro Crosetto dovrebbe assicurare invece la difesa italiana, è lui titolare del dicastero e lo è da più di due anni. Se improvvisamente scopre che l’impresa è impossibile, forse dovrebbe trasferirsi ad altro incarico. Bisogna comunque rassicurarlo, per quanto grande e grosso, la difesa dell’Italia non pesa tutta sulle sue spalle, conta sulla Nato. Le forze militari italiane concorrono alla Nato ed è la Nato che si preoccupa della difesa dei paesi membri. Il presidente del Consiglio parla ogni momento dell’articolo 5 della Nato, ecco, Crosetto vada a leggerselo, si applica all’Italia. Ne consegue ed è ovvio che l’Italia, da sola, non sarebbe in grado di difendersi nemmeno dalla Svizzera. Per cui le parole di Crosetto. sono persino più sconsiderate di quelle di Salvini.
Forse il ministro Crosetto, in un momento di confusione, voleva dire che le forze armate italiane non sono abbastanza attrezzate per concorrere alla difesa del paese in caso di aggressione. Questo sarebbe un aspetto diverso, perché visto che tre quarti dell’opinione pubblica, inclusa quella che sostiene la maggioranza, ci ripete ogni giorno che la Russia non è una minaccia, nel governo non se ne preoccupano. Eppure i russi sono arrivati in Italia nel 1798, provarono a risalire il Mediterraneo nel 1855 e poi di nuovo nel 1936. Ancora fecero un tentativo a metà degli anni ’50. Per cui più o meno ci risiamo. Altri paesi della Nato si stanno attrezzando. La Polonia che ha trascorsi più intensi trovandosi al confine, scava trincee e mobilita più truppe. Lo stesso fanno i paesi baltici. Si è iniziata a muovere anche la Germania dal momento che con il trasferimento dei missili Iskander in Bielorussia, Berlino diventa un bersaglio. La sicurezza di questi paesi è riposta nel fatto che in Finlandia si è già trasferita la divisione strategica nucleare statunitense. Se Trump si fosse preso la Groenlandia, sarebbe anche meglio, ma una base di b52 in Finlandia dovrebbe essere sufficiente. I russi già faticano a contenere i droni ucraini sparati sul loro territorio. Mosca brucia.
L’Italia da parte sua farebbe bene a pensare alle coste. Non per altro, le navi russe cacciate da Tartus hanno bisogno di un attracco. Comunque tutti questi paesi incluso il nostro hanno dalla loro la deterrenza rappresentata dalla Nato, cioè principalmente dall’America, in Polonia ci sono diecimila marines americani. Forse sarebbe giunto il momento che Crosetto si informasse e avesse chiari i dettagli e ne desse notizia a Salvini. Anche Salvini fa parte della Nato. Per cui a meno che passi in fretta la Beresina con indosso la sua famosa maglietta, se i russi si considerano in guerra con la Nato, Salvini diventa un possibile bersaglio. Come quelli che qui in Italia ogni giorno schifano la Nato senza rendersi conto che la Nato sono loro, il nemico della Russia.
Museo del Risorgimento mazziniano Genova







