Carime Pezzullo della Direzione nazionale del Pri ha inviato la seguente lettera al partito per la pubblicazione sulla voce
Cari amici, Le recenti scelte politiche del Partito Repubblicano in Campania mi inducono a condividere con la dirigenza Nazionale alcune riflessioni che devono trovare una più ampia sede di valutazione.
Vedete, la vita del partito a cui mi hanno educato Ugo la Malfa, Giovanni Spadolini ed i tanti altri maestri da cui abbiamo appreso le regole della dialettica interna, mi impongono di assumere sempre posizioni condivise collegialmente e preventivamente prese dopo ampio confronto.
In genere la sintesi di questo confronto dialettico si traduceva in un deliberato cui tutti gli organi dirigenti si attenevano in ragione di una linea politica condivisa , in quanto frutto di una strategia di rilievo Nazionale prima ancora che locale.
Forse queste lezioni non sono più attuali, forse i tempi sono cambiati o forse è cambiato il partito? Il dubbio che ci sia stata una involuzione del Partito Repubblicano è legittimo ?
Mi attengo agli ultimi deliberati della Direzione Nazionale : Patto Federativo con Azione e la scelta strategica di posizionare il Partito Repubblicano in posizione neutra rispetto agli schieramenti bipolari nazionali lasciando ai quadri dirigenti del territorio la valutazione se aderire alla proposta politica di Centro Destra ovvero di Centro Sinistra.
In Campania assumendo la responsabilità di Commissario provinciale mi sono quindi prodigato per riunire le anime del PRI locale che in adesione alle richiamate deliberazioni nazionali hanno rimosso ogni distinguo, ritrovandosi in una azione sinergica, per queste e per le prossime sfide elettorali.
In omaggio a questo consenso e a questo entusiasmo ho rilasciato una intervista con la quale rivendicando la validità delle deliberazioni nazionali, ho enfatizzato la totale autonomia del PRI rispetto alla proposta politica territoriale e ciò indipendentemente dalla scelta di campo che si sarebbe valutata opportuna.
Non ho ritenuto opportuno esprimere valutazioni né sulla scelta delle candidature, la cui responsabilità politica è di esclusiva pertinenza del Commissario Regionale, né sulla scelta della lista e dello schieramento cui aderire anche perché di queste scelte non si è mai dibattuto preventivamente negli organi di partito a ciò deputati, né i quadri dirigenti locali sono mai stati convocati per condividere una decisione o almeno confrontarsi sulla valutazione delle candidature.
La posizione del Commissario Provinciale pertanto non poteva essere né di critica né di avallo ma per non vanificare il risultato politico conseguito di riunificazione del PRI locale non riteneva opportuno rilasciare alcuna dichiarazione che implicasse le personalissime decisioni assunte ex abrupto dal Commissario regionale in merito alle alleanze e alle candidature.
Se le regole interne del partito sono state modificate e non ne siamo edotti, dovremmo tutti porci il problema se queste regole siano condivisibili.
Ancora meno di una linea paternalistica è accettabile il nonnismo!!!
Le conseguenze elettorali di questa arbitraria conduzione le constateremo a breve , purtroppo ciò che rappresenta la violazione della fiducia politica è il voler danneggiare il lavoro tenacemente realizzato per il partito.
Occorre tenere salda la barra al timone, non possiamo disperderci ancora, significherebbe mortificare il progetto che abbiamo sognato e condiviso assieme. Il Consiglio Nazionale tuttavia non può non prendere atto dello strappo che la dirigenza locale ha consumato a Napoli ed in Campania.
Del fantomatico “patto” con la lista “Avanti” pagheremo presto il prezzo , e sarà oggettivamente sotto gli occhi di tutti i responsabili come sarà evidente che le riserve espresse sulle candidature hanno fondamento nella storia ed ancor più nella cultura politica di provenienza che nulla può condividere dei valori del PRI né della Sua nobile storia bicentenaria. Invito tutti a prendere posizione nell’intimo della propria coscienza per ritrovare le ragione del nostro impegno per il PRI che vogliamo.







