L’amico Carmine Pezzullo del Pri di Napoli ci ha inviato il seguente intervento che pubblichiamo volentieri
In un tempo di smarrimento e di facili illusioni, il Partito Repubblicano Italiano si erge qui, oggi, con la forza della sua storia e la visione del suo destino! Noi dichiariamo, con voce ferma e chiara: esiste in Italia un modo diverso – diverso! – di essere riformisti e progressisti! Non è la via confusa del Movimento 5 Stelle! Non è la palude ideologica del Partito Democratico! È la via repubblicana: laica! Nazionale! Sociale! Responsabile!
Essere progressisti per noi non è inseguire slogan vuoti! Non è protestare senza costruire! Non è promettere l’impossibile! Essere progressisti significa lottare per il lavoro dignitoso! Per l’impresa libera e responsabile! Per la difesa intransigente degli interessi nazionali!
Ma udite bene: essere progressisti significa, soprattutto, difendere la dignità dell’uomo e del lavoro! Perché non c’è progresso se l’uomo è ridotto a numero! Non c’è modernità se il lavoro è precarietà e povertà! Non c’è Repubblica se la fatica italiana non ha giustizia, sicurezza, merito, futuro!
E allora noi affermiamo, con la forza di chi non ha paura della verità: l’idea politica del nuovo millennio che non ricerca le proprie radici nel controverso secolo del Novecento… è condannata al nichilismo! Senza memoria, nessuna identità! Senza identità, nessun progetto! Senza progetto.. nessun futuro per l’Italia!
Repubblicani! L’Italia che vogliamo è quella che lavora! Che produce! Che innova! Che difende la sua sovranità in Europa e nel mondo! Che mette al centro la persona, la famiglia, il merito, la responsabilità!
Da questa tribuna congressuale il PRI grida al Paese: noi siamo la forza della riforma vera! Siamo la voce del lavoro e dell’impresa! Repubblicani! In piedi per l’Italia! Viva la Repubblica! Viva il PRI!







