Pensate mai se Stalin avesse detto al suo generale Zukov, compagno non ti preoccupare del bunker sotto la cancelleria del Reich, basta che lo isoli in maniera che non ne esca una mosca. Sarebbe stato come dirgli chi se ne importa se invece i nazisti fuggissero tutti, perché le mosche appunto sai che non escono e non entrano da dove si trovano, solo quando sono sulla carta moschicida. Per cui Zukov ha preso d’assalto il bunker e ha fatto uscire i nazisti, quelli che vi stavano dentro lo erano davvero, uno ad uno, recuperando persino i cadaveri. Quanti poi siano stati i russi che hanno perso la vita nell’assedio di Berlino conclusosi con il più totale successo dell’Armata rossa, non lo sapremo mai con certezza. L’Unione sovietica ha insegnato al suo degne erede Putin la menzogna sui dati e qualunque informazione disponibile sul campo. Berlino era gigantesca mente il bunker sotterraneo di Hitler, tutto sommato poca roba. Oggi, al contrario abbiamo una cittadina, Mariupol, di dimensioni piuttosto insignificanti ed un’acciaieria, quella di Azovstal, che con i suoi 11 mila metri quadrati è una delle più grandi al mondo.
Un vecchio militante di Lotta continua, come Paolo Liguori, abituato a scorgere il pelo nell’uovo, è sbottato: cosa si nasconde nei suoi sotterranei? Giusta domanda, perché mai fosse successo che mentre Putin ammassava truppe al confine del Donbass, gli ucraini interravano nell’acciaieria armi e scorte per almeno un paio di battaglioni operativi, ecco che si capisce perché le truppe preferiscano girargli al largo. Lo Zar si accontenta di isolarla preparandosi ad una parata fra le macerie, volgendo le spalle ad un nemico ancora vivo. Vai a vedere se il 9 maggio invece delle celebrazioni della vittoria assisteremo ad una marcia funebre per Putin.







