Mentre i rapporti con Marco Pannella furono burrascosi ma legati da un profondo affetto reciproco, i rapporti del Pri con Emma Bonino furono quasi nulli. Abbiamo potuto apprezzarla come commissario europeo nominato dal governo Berlusconi, quando il Pri era all’opposizione di quel governo, mentre quando abbiamo fatto le elezioni europee insieme, abbiamo sempre collaborato con altri rilevanti esponenti del vecchio partito radicale, mai direttamente con Emma Bonino. La passione europeista era comunque la stessa.
Le testimonianze delle qualità che vengono rivolte oggi a Emma Bonino sono sicuramente sincere e corrispondenti al vero. Un pregio indiscutibile fu quello di impedire la partecipazione di .+Europa al governo Conte due, quando quasi tutta l’opinione pubblica gli scodinzolava intorno. Solo questo è sufficiente a dimostrare come l’onorevole Bonino avesse intuito politico da vendere e come purtroppo se lo sia tenuto stretto. Simili doti dovrebbero essere diffuse a profusione e sotto questo profilo la sua morte è una perdita ulteriore ad un tessuto nazionale sempre più privo di autentici protagonisti di livello.
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