All’indomani della crisi dei rapporti fra il governo italiano e la Francia sui migranti, La Voce Repubblicana ha scritto che il governo italiano aveva tutte le ragioni di lamentarsi per la pressione a cui era sottoposto e anche maggior ragione nel chiedere una redistribuzione europea dei profughi. Di più, che erano anche plausibili i rilievi sulle attività delle ong a fine di lucro e che una simile materia meritava un’inchiesta internazionale. Tutto ciò non significava poter far venire meno i doveri di assistenza a chiunque venisse raccolto in mare, quale che fosse il natante e senza mettersi a distinguere si trattasse di rifugiati, naufraghi, migranti e perché no turisti. Una volta che si fossero assistite tutte le persone bisognose si potevano poi stabilire i termini di accoglienza o di respingimento o cosa si ritenesse meglio da fare. Quello che doveva essere fondamentale era evitare che una nave carica di esseri umani, giovani, donne, bambini, provenienti dalle coste africane o altrove venisse spedita fino a Marsiglia o magari nei porti della bandiera battuta dalla nave a centinaia di miglia marine di distanza.
Una volta stabilito un simile principio non è che si può poi anche imporre al governo italiano di accogliere tutti nelle strutture del Mezzogiorno, anche perché è plausibile come ha rilevato il ministro competente che queste siano già sovraccariche di lavoro causa l’esposizione in cui si trovano. Per cui va apprezzato che il governo abbia deciso di rispettare i criteri di accoglienza nei porti che sono raggiungibili in breve tempo, i primi soccorsi si possono già dare durante la navigazione. I porti di Piombino, Ancona, Ravenna, Genova, sono tutti necessariamente interessati e l’ultima cosa di cui ci si deve preoccupare è quella del colore politico della loro amministrazione. Se si tratta dell’opposizione al governo ad essere interessata, è un modo per mostrare la dedizione ad un principio, quello della salvezza di vita umane e non di fedeltà al governo. Successivamente l’amministrazione interessata può darsi che converga con il governo sulla redistribuzione dei migranti e sia la volta buona che la si pianti con una speculazione ignobile sulla pelle delle persone.
Uno Stato democratico insieme alla vita dei migranti deve tutelare quella dei suoi cittadini da una comune condizione di disagio, soprattutto nelle aree più degradate del paese, ve ne sono ancora ahinoi, dove si rischia di innescare una lotta fra poveri.
Chiunque abbia una qualche cognizione della storia umana e della realtà demografica del mondo sa perfettamente che non è possibile prescindere da un fenomeno migratorio quale che sia e che proprio il fenomeno migratorio è stato alla base delle fortune degli Stati Uniti d’ America, oggi un po’ più ricchi dei paesi della vecchia Europa. D’altra parte per ottenere un simile successo di sviluppo economico, serve anche una qualche disciplina ed organizzazione di base che prevede necessariamente delle restrizioni. La politica italiana dagli oramai lontani anni ’90, quando si approvavano leggi sanatorie senza preoccupazione alcuna era venite, sarete accolti. Ci si era dimenticati che gli Stati Uniti d’America sono passati attraverso una sanguinosa guerra civile lunga quattro anni con strascichi rimasti per altri cento.
Foto ybernardi, foto del campo di migranti all’isola di Lesbo | CC0







