Negli ultimi vent’anni si è evidenziato sempre più palesemente lo stato di dissenso che in determinati momenti poteva esser corso fra il governo statunitense e la Federal Reserve, ed anche in queste settimane traspare piuttosto nitidamente l’insoddisfazione della Casa bianca nei confronti delle scelte del governatore Powell. A Washington si considera un errore madornale quello di non aver riconosciuto nel 2021 che l’inflazione non fosse un fenomeno transitorio, così come oggi si rimprovera un intervento viziato da un eccesso di zelo. Tuttavia l’amministrazione Biden, come quelle precedenti, d’altra parte, che hanno avuto divergenze con la banca centrale Usa, non si sono mai sognate di attaccare direttamente e personalmente il governatore, perché l’autonomia e l’indipendenza della Federal Reserve è sancita dalla legge dello Stato.
Al limite, quando ha potuto, l’amministrazione statunitense ha sostituito il governatore alla scadenza del mandato con uno di maggior gradimento. Per questo davvero non si comprende l’attacco del ministro Crosetto al governatore della Banca centrale Europea, signora Lagarde, le sue parole sono “folli”, ha detto il ministro della Difesa, anche perché l’Italia è solo uno stato membro, non è in grado certo da sola di far decadere la signora Lagarde nemmeno volendo, per cui al di là del mancato rispetto per l’indipendenza altrui, ci si espone vanamente verso un’istituzione che non sarà mai condizionata dai malumori di uno o più Stati membri.
Verrebbe quindi da credere che quando il Finantial Times, il tre gennaio scorso abbia indicato l’Italia come “l’anello debole” dell’Unione europea, abbia colto nel segno. Alla luce dell’attuale politica restrittiva della Bce, siamo il paese più esposto ad una nuova crisi del debito. Per cui sono sicuramente fondate le ragioni del ministro Crosetto di temere un contraccolpo sul nostro paese. Il solo dover piazzare all’asta ben 400 miliardi di titoli di Stato, tanti ne vorrebbe emettere il governo, una volta privati del quantitive easing e con la stretta monetaria che si prepara, è un’impresa improba. Non fosse che una polemica con la signora Lagarde non serve assolutamente a niente. C’è bisogno invece di una diversa politica economica del governo, che andrebbe impostata sin da questo momento, perché è evidente persino a Crosetto che sulla base dell’attuale legge di Bilancio non si va da nessuna parte. Anzi, è plausibile che i problemi si complicheranno ulteriormente. Il governo metta a punto una efficace politica dei redditi, tagli le spese inutili, distribuisca le risorse per progettare investimenti pubblici e privati. Questo dovrebbe consigliare una persona delle qualità del ministro Crosetto. Non vorremmo che davvero si prospettasse per i prossimi mesi, l’intenzione di lamentarsi semplicemente degli errori della Bce e magari accusare pure l’Europa che cattiva ci affligge con la Bce. Allora altro che anello debole. Non saremmo nemmeno un anello.







