Il senato statunitense ha sbloccato con un accordo bipartisan, il pacchetto di aiuti che consentirà di continuare a sostenere economicamente l’Ucraina, insieme ad affrontare altre questioni, quali Israele, Taiwan e i confini con il Messico, che assumono agli occhi del cittadino americano una maggiore rilevanza. Al di là delle ragioni della propaganda, mai nessuno in occidente prima del 1990 aveva distinto l’Ucraina dalla Russia. Il giornalista gallese Gareth Jones che per primo rivelò le atrocità commesse dallo stalinismo sulla popolazione ucraina non venne praticamente creduto. Inghilterra e Stati Uniti si affidavano interamente alla parola di Stalin, per lo meno fino al patto russo tedesco del 1939 e poi necessariamente dopo il 1941. Negli anni ’50 il capo dell’Unione sovietica sarebbe stato un ucraino, Crusciov, ed era ucraino il principale oppositore interno al regime Trotskij. Ucraina era la prima armata sovietica che entrò a Berlino nel 1945. Ucraini alcuni degli scrittori in lingua russa più letti nel ‘900, Bulgakov e Babel, e dell’800, Gogol. Ucraini soprattutto erano i cosacchi che conoscevamo dai racconti polacchi e francesi, pittoreschi cavallerizzi capaci di inseguirti nella tundra con lunghe lance da infilarti nella schiena. E i cosacchi passavano per russi a tutti gli effetti, sono la popolazione che viveva lungo il Don uno dei fiumi più lunghi d’Europa. Soprattutto russa era considerata la città di Odessa bombardata pesantemente da inglesi e francesi durante la guerra di Crimea e poiché anche la Crimea era russa agli effetti, nessuno ha mai fatto particolare attenzione se questa terra passasse all’Ucraina o restasse russa, affari loro.
E siamo così al punto della crisi ucraina, che non è come viene inevitabilmente trattata una questione militare, chi vince, chi perde, chi ha più vittime, tutti aspetti che finiranno nei manuali dell’arte della guerra. Invece è una questione politica per la quale una regione che mai si era distinta agli occhi dell’occidente dalla Russia, vuole esserne autonoma e preferisce combattere contro chi l’ha sempre dominata, per conquistare la sua indipendenza. Questa è una storia che conosciamo bene, perché è la stessa storia degli Stati uniti d’America che si sono ribellati al colonialismo inglese e dell’Italia e di un’infinità di paesi di origine coloniale. La particolarità è che russi ed ucraini sono più o meno lo stesso popolo, eppure dal momento della guerra, la separazione diviene netta, al limite della insofferenza fisica reciproca.
Dal che non si capisce come si possa vincere una simile guerra, tale per cui se i russi arrivassero a Kyiv ed eliminassero la cricca nazista che la governa chi potrebbero mettere al suo posto di cui fidarsi, dal momento che hanno un intero popolo contro. Cosa faranno, un’altra purga di massa come nel 1930? Deporteranno dieci milioni di ucraini in Siberia? E quanti soldati stanzieranno per assicurarsi il controllo del territorio denazificato, perché anche eliminati dieci milioni di ucraini, ne resterebbero almeno altri venti di cui non ci si può fidare. Per questo Zelenskj sbaglia la valutazione quando dice che se i russi avessero il sopravvento in Ucraina poi attaccherebbero l’occidente che è impreparato. Prima di lanciarsi in altri progetti, i russi, dovrebbero assicurarsi di mettere a punto una repressione di massa efficace e l’occidente si preparerebbe eccome, non è poi così difficile con chi impiega imponenti carri armati che vengono fermati dai modesti Bradley americani, classe 1975.
Fortuna che disponiamo abbondanza di esperti di geopolitica come il direttore di Limes Caracciolo. Il quale ha detto, ma se domani i russi arrivassero in Libia, ad esempio prendessero Tobruk? E perché mai no, Putin sarebbe come Rommel, solo che appunto come Rommel non basta Tobruk per dominare il Mediterraneo, serve Malta. La Germania perse tutta l’Africa perché non comprese l’importanza di Malta. Da qui la domanda per la quale se i russi non riescono nemmeno a tenere l’isolotto dei serpenti e a conquistare Odessa, come diavolo mai potrebbero prendere il Mediterraneo? Se vanno in Libia passeranno il tempo a combattere i miliziani locali, come gli accadde in Afghanistan.
Al di là delle ragioni delle propaganda dunque, vi è una constatazione preliminare da fare relativamente alla storia universale, per la quale i grandi imperi feudali sono stati tutti disfatti. Solo uno è ancora, tali erano le sue dimensioni, rimasto in piedi e questo crea inevitabilmente preoccupazioni. In compenso bisogna dire che con la sua classe dirigente di tipo mesopotamico, fa tutto quello che può per disfarsi il più rapidamente possibile e scomparire così nel nulla.







