Una tradizione “giudaica cristiana” che secondo l’onorevole Meloni, nel suo intervento alla Camera per l’insediamento del governo caratterizzerebbe l’Europa, non esprime necessariamente un pensiero conservatore. Sant’Agostino negherebbe una qualsiasi continuità fra giudaismo e cristianesimo e Lutero, ti condannerebbe alle pene dell’inferno solo per averla pensata. Fino all’idealismo tedesco non vi è alcuna relazione se non quella di rottura fra giudaismo e cristianesimo. Il primo fu Schelling a pensare al giudaismo come potenza del cristianesimo se non fu preceduto dal giovane Hegel nei suoi saggi teologici e qui servirebbe una conoscenza più accurata di quella che possediamo. Sia Schelling che Hegel riconoscerebbero come un esempio giudaico cristiano il pensiero di Spinoza che però tutto è fuorché un’espressione tradizionale e conservatrice, l’ebreo Spinoza è un eretico.
Per arrivare ad una idea di tradizione giudaica cristiana in quanto tale dobbiamo per lo meno aspettare il tardo Nietzsche negli ultimi anni dell’800. Egli lega indissolubilmente giudaismo e cristianesimo come responsabili della decadenza europea. Per Nietzsche il cristianesimo non è una reazione al giudaismo, ma l’evoluzione inevitabile del giudaismo contro l’Impero romano e l’ellenismo, praticamente contro l’occidente. Se il giudaismo prevedeva già il concetto di colpa, un elemento decadente, il cristianesimo introducendo il concetto di pietà, fa pure peggio. In ogni caso giudaismo e cristianesimo sono lo stesso fenomeno di reazione al paganesimo. Nietzsche non ritiene infatti l’impero romano demolito dai barbari, che invasa Roma divenivano romani, ma dai cristiani. Questo cristianesimo ridondante, prosciugato da Shakespeare, Goethe e Stendhal, viene riscoperto da Wagner e Schopenhauer che concludono la tragica epopea dell’Europa. Nietzsche non perdonava al cristianesimo di aver fatto di un genio come Pascal una canna tremante e romperà con Wagner.
Qual era l’accusa che Nietzsche rivolgeva alla tradizione giudaica cristiana? Quella di interpretare il mondo secondo il volere di Dio e le sue leggi, dal punto di vista dell’autore dello Zarathustra, una aberrazione priva di senso. Se qualcuno riceveva un danno, questo era stato meritato dalla sua condotta. De Maistre sulla Rivoluzione francese, essa è stata la peggiore sciagura dell’umanità, ma Dio vi ha espresso tutta la sua forza per punire la nostra scarsa virtù cristiana. Questo il principio del pensiero conservatore tradizionale in cui sia il cristianesimo che il giudaismo si riconoscono comunemente, per lo meno secondo Nietzsche uno dei più grandi pensatori dell’età contemporanea. Quindi l’onorevole Meloni avrebbe ragione, la tradizione giudaica cristiana, a lungo misconosciuta, esiste e comporta, non nel 600, ma dalla fine del 700, un pensiero conservatore.
Per esprimere quindi compiutamente questa tradizione bisognerebbe interpretare i fatti di Ischia come una punizione divina per l’Italia, tanto che la cristianissima Francia ci ha subito mandato un segnale di distensione. Poiché non abbiamo assistito i migranti a Pantelleria, Dio ci ha punito ad Ischia. La morale che se ne caverebbe è che da questo momento, tutti coloro che arrivano in prossimità delle nostre coste, vadano soccorsi immediatamente, altrimenti, la collera divina sarà ancora più severa. Ed ecco così servito e riverito il pensiero giudaico cristiano europeo e quello tradizionale conservatore che piacciono all’onorevole Meloni e pure non li applica.
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