Chiamare la legge elettorale appena approvata dal parlamento, una legge truffa, è un complimento. La nuova legge elettorale è innanzitutto ridicola, dal momento che il governo più stabile mai visto nella storia repubblicana non aveva alcuna ragione di modificare la legge elettorale con cui era stato eletto, semmai doveva blindarla e non perdere tempo. Poi “la Legge Truffa” è storicamente la legge elettorale voluta da De Gasperi che faceva scattare un premio di maggioranza oltre il 50 per cento dei voti ad una coalizione, quando votava più dell’ottanta per cento degli elettori e non al 42 per cento di un’altra, quando il corpo elettorale non raggiunge nemmeno più il 50 della popolazione. E neanche vale la pena di dire che quella legge consentiva a chiunque di presentarsi alle elezioni con rigoroso metodo proporzionale e preferenze senza liste bloccate, perché la Costituzione, ieri come oggi, impone che tutti i partiti possano concorrere al governo della Repubblica, non alcuni sì, alcuni no, che quelli in parlamento prima di una certa data non debbano raccogliere le firme e gli altri abbiano bisogno di più firme che voti per presentarsi, o che ci siano partiti maggiori da tutelare e minori da estinguere. Questa è una legge elettorale ignominiosa che dà l’esatta caratura politica di chi l’ha proposta e votata e del disprezzo per la democrazia repubblicana, altro che Legge Truffa.
Quando la vita democratica degenera, il comico prende il braccio al tragico. Non c’è nessuna garanzia che la maggioranza venga confermata da questa sua riforma. Anzi, con un’opposizione capace che non sta lì a discutere di chi deve essere il capo e divisa a spicchi come una mela, tu puoi farne parte tu no, e meno male che la chiamano “campo largo”, la maggioranza si sarebbe suicidata. Non fosse che l’opposizione è meno credibile persino del governo.
Solo ieri è riapparso in un video Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde. Pecoraro Scanio con il golfo di Napoli come sfondo ha fatto una tirata contro le trivellazioni. La costiera amalfitana, la costa di Napoli vivono di turismo e di servizi, non hanno bisogno di trivellare alcun ché, ci mancherebbe, ci si esporrebbe ad alti rischi. Per Pecoraro Scanio siamo talmente avanti con il fotovoltaico che non serve reperire risorse aggiuntive, nemmeno cercarle. Non lamentatevi se il prezzo del gas e della benzina vi portano via lo stipendio, andate tutti ospiti da Pecoraro Scanio in bicicletta, vi rimborsa con una boccata d”aria fresca. Almeno il governo si pone il problema, poi non lo risolverà mai, ma questo è un altro discorso.
L’Algeria che ha gas e petrolio e le spiagge più belle del mediterraneo, non vuole il turismo. Il paese resta orgogliosamente autarchico e anti occidentale, i fellagha, ancora nel 1960, ti sgozzavano, ti tagliavano i genitali e te li mettevano in bocca, il sorriso cabilo, lo chiamavano. Se l’Algeria aprisse al turismo il reddito dei suoi abitanti schizzerebbe verso l’alto. Pecoraro Scanio è un algerino a rovescio. Non farebbe mai male ad una mosca e non vuole nemmeno sapere se ci sono o non ci sono risorse energetiche al largo del golfo di Napoli. Perché magari non ci sono e la sua sparata è inutile, oppure ce ne sono a trecento chilometri e di una tale quantità da dimezzare i costi del gas e del petrolio in Campania. Ma a lui non interessa, si gode il panorama e chissenefrega se i suoi concittadini vorrebbero avere una qualche opportunità.
La federazione dei Verdi grazie a dio è passata nelle mani di Bonelli che non è detto abbia la stessa mentalità ristretta del suo predecessore. Perché se mai ne sostenesse la tesi la penserebbe identica al governo che le cose vanno bene così e non c’era bisogno di fare niente per ridurre il prezzo del gas e del petrolio. La riduzione delle accise a settimana, ovvio, è completamente inutile, anzi fa peggio. Almeno il governo ti fa credere di voler fare qualcosa, non la farà, ma comunque non si riduce ad assomigliare a Pecoraro Scanio.
Ogni giorno l’onorevole Conte ci spiega che non bisogna più dare armi all’Ucraina, cioè la stessa posizione del suo ex alleato Salvini, che infatti vuole dare i generatori. La stessa posizione di Vannacci. Perché votare Conte se non vuoi dare le armi? Voti direttamente Vannacci che non ha mai partecipato ad un governo che le ha date eccome, come il partito di Conte ha fatto con quello Draghi. Conte manco se lo ricorda, questo è Conte.
Come si pensa di poter vincere le elezioni con le opposizioni, in simili condizioni? Non sanno nemmeno a chi rivolgersi per protestare. Il capo dello Stato non è il custode della Costituzione lo è dell’unità nazionale. Facessero ricorso alla Consulta piuttosto. Quasi si meriterebbero di venir spazzate via. Cosa che se Vannacci si alleasse al governo potrebbe anche accadere. Servirebbe alla nascita di un’opposizione seria.
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