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Come si difende l’Ucraina

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
30 Agosto 2024
in L'editoriale
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Nessun paese occidentale era obbligato a difendere l’Ucraina. Esattamente come avvenne nel 1917 davanti alla rivoluzione russa, le nazioni occidentali potevano voltarsi dall’altra parte. La Germania, che aveva promesso all’Etmano gli aiuti, perse la guerra, l’America, che la vinse, inviò in Russia un corpo diplomatico compiacente, probabilmente nemmeno lo si ricorda, ma il governo statunitense offerse a Lenin i soldi necessari a superare la carestia e quello li rifiutò.

Nel 2020, qui in Italia aprivi la televisione e discutevano le misure di Conte sul covid, quando Cnn e Bbc dedicavano ore di trasmissione sulle truppe russe ammassate in Donbass. Tutti i giorni da noi ci si occupava di covid, in America ed Inghilterra e Francia, di Russia, tanto che l’amministrazione Biden offerse a Zelensky ed al suo governo di scappare, non sappiamo esattamente dove, magari nel Vermont già rifugio a suo tempo di Solgenitsin. Zelensky chiese di poter combattere e l’America e poi la comunità europea lo hanno aiutato, anche se evidentemente la volontà occidentale fosse un’altra, ovvero di lasciare come si è sempre fatto, sino agli accordi di Yalta, l’Ucraina alla Russia. Mai nessuno in occidente ha pensato che l’Ucraina fosse qualcosa di diverso dalla Russia, nessuno ha mai detto fino ancora al 1991 almeno, che Crusciov o Trotskij fossero ucraini, Crusciov e Trotskij erano considerati russi come Gogol, Babel e Bulgakov. Sono gli ucraini a volersi distinguere e sempre in maniera più evidente, dalla Russia agli occhi del mondo intero.

Quando il presidente Bush nel 2004 promise agli ucraini che sarebbero entrati nella Nato, probabilmente commise un’imprudenza anche perché non solo la Nato non aveva in programma nessuno ampliamento all’Ucraina, ma perché Putin era solidale con l’America di Bush dal momento che anche la Russia era nel mirino del terrorismo islamico. Pesava la valutazione repubblicana della Cecenia, Clinton aveva chiuso gli occhi sulla repressione russa in Cecenia, Bush non poteva chiuderli perché riteneva l’indifferenza alla sorte dei ceceni, una delle ragioni del radicalismo islamico. La soluzione cecena arrivava al cuore della democrazia stessa. Putin non era diverso dai suoi predecessori che avevano schiacciato nel sangue ogni possibile insurrezione. Lo stesso poteva verificarsi per l’Ucraina. Altrimenti Bush voleva solo compiacere gli ucraini, che è lo stesso. Resta il fatto che dopo la vittoria di Obama il partito repubblicano con McCain continuò a sostenere l’indipendenza ucraina. Ora, l’ha sostenuta. seppur con delle reticenze, un’amministrazione democratica, dopo che Obama rimase sostanzialmente impassibile davanti all’occupazione della Crimea. Obama riteneva che se la Russia si fosse presa la Crimea, sarebbe stata soddisfatta. Obama non comprese assolutamente niente della questione internazionale.

A sua difesa, perché mai Obama avrebbe dovuto preoccuparsi delle sorti dell’Ucraina? I russi hanno controllato ll mar Nero dalla seconda metà del seicento e pure hanno perso comunque la guerra fredda. Sotto uno stretto profilo geopolitico, non c’è ragione di preoccuparsi se la Russia assorbisse nuovamente l’Ucraina, la Moldavia, e nemmeno se si ritrovasse un governo compiacente in Romania, in Bulgaria, oltre che in Ungheria. Paradossalmente, nemmeno quando la Russia occupava Berlino c’era un qualche problema, se non per i disgraziati abitanti finiti sotto il controllo russo. Erano quelli che volevano andarsene, per cui si decida pure, che a noi, di tutti quelli, non importa niente, possiamo benissimo lasciare fare ai russi.

Solo che non si capirebbe, a cominciare dall’Italia, il perché allora di questo sostegno a rotta di collo, i viaggi, le promesse, gli abbracci, le lacrime. Poi quando l’Ucraina fa la guerra, le si dice come deve farla. Se mandassimo le nostre truppe a combattere sarebbe comprensibile, ma le nostre armi decidono loro come impiegarle, altrimenti meglio non dargliele. Tanto che l’alto commissario Borrel, che non è un guerriero, non ha avuto un dubbio in proposito, l’Ucraina combatte come ritiene opportuno. Ci manca solo che uno Stato aggredito abbia imposti dei limiti quando chi l’aggredisce non ne ha nessuno. L’Italia, manco a dirlo, l’attuale governo, si è subito distinta. Perché in fondo, da noi si sa, la Russia è santa, buona e meravigliosa. l’Europa invece micragnosa e l’America rozza e dal grilletto facile. Andassero a dirlo agli ucraini.

galleria della presidenza del Consiglio dei ministri

Tags: ArmiBorrel
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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