Poiché l’arte della guerra. nonostante Sun Tzu, Cesare e Clausewitz, non è una scienza esatta, occorre sempre un po’ di pazienza per comprenderne gli esiti. Agli inglesi occorsero dieci anni per sapere di aver sconfitto Napoleone a Trafalgar, non a Waterloo. I russi ancora non lo sanno di aver perso la guerra in Ucraina all’Isola dei serpenti. Finché non la controllano non possono navigare tranquillamente nel mar Nero e sono costretti ad entrare nel Mediterraneo da Gibilterra. Così come se l’America lasciasse campo libero agli Houti nel mar Rosso, perde la guerra con l’Iran.
Agli Houti è riuscita un’operazione militare straordinaria, sempre che le cose siano come ci vengono raccontate, perché a fatica siamo in grado grazie allo ISW principalmente, di monitorare i fallimenti russi nel Donbass, i successi degli Houti li apprendiamo come tutti dai giornali. Presa Mocha, l’armata dei ribelli, o quello che è, yemeniti sarebbe passata dalle isole Hanish, a Perim, l’isola situata nello stretto di Bab el-Mandeb. Le forze governative si sarebbero ritirate e gli Houti avrebbero preso anche Dhubab, sulla costa di fronte. Tanto di cappello. Abbiamo trovato un nuovo grande generale in medio oriente, tale da sovrastare Dayan. Il passaggio interessato collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è cruciale per le rotte commerciali internazionali. Se gli Houti lo chiudessero, gli effetti sono molto peggiori di quelli di Hormuz, su cui in verità c’è una speculazione indecente. Bab el- Mandeb comporterebbe un problema vero perché bloccherebbe il canale di Suez e a quel punto bisognerebbe circumnavigare l’Africa.
Non per caso a Gibuti ci sono le legazioni militari di mezzo mondo, non solo la vecchia Legione straniera francese, anche una base italiana di interforze. Gli americani, i cinesi, forse anche i giapponesi. Stanno tutti lì a cominciare dagli anni ’70 del secolo scorso. Non si capisce cosa ci stiano a fare se poi quattro straccioni di miliziani si impossessano dello stretto sotto i loro occhi assonnati. Appurato che i sauditi sono buoni solo nell’impiego della cerbottana, perché nessuno ha mosso un passo? E soprattutto perché Trump si mette a dire che gli Houti gli hanno telefonato? Di tutte le balle che il presidente americano può raccontare, questa è la più clamorosa. Poi c’è anche la missione militare navale europea nel mar Rosso. Anche quella come pensa di comportarsi?
O gli Houti in realtà non sono in grado di controllare niente, ed i sauditi si riorganizzano e li spazzano via in qualche giorno, o altrimenti bisogna che ci pensino gli occidentali, se non lo fa Trump, lo devono fare gli europei. I cinesi per canto loro, sono gli unici ad avvantaggiarsi della situazione. o per lo meno a disinteressarsene. Se sono a Gibuti, non è per il canale. Altrimenti sgomberiamo Gibuti ed il mar Rosso, lasciamo che gli Houti sconfiggano i sauditi e che l’Iran bloccata ad Hormuz blocchi il mondo intero a Suez. Solo che a quel punto non si capirebbe proprio il senso della guerra di Trump all’Iran. Non sarebbero i sauditi a dover allinearsi all’Iran, sarebbe l’America.
Ci sono un po’ troppe cose che non tornano in questo scenario, per cui calma e gesso. Se Trump ha deciso di suicidarsi lo sapremo presto. Se invece sta facendo un gioco per mettere pressione sui sauditi inclini alla neutralità, altrettanto. Si escluda solo che l’America che nel 1944 combatteva dalle Filippine, a Tobruk, alla Normandia, non sia in grado di occuparsi contemporaneamente del Mar Rosso e di Hormuz. Piuttosto gli europei con i loro soldati a Gibuti e la loro flotta nel canale, cosa intendono fare, non lo si capisce proprio. Qui in Italia discutono della legge elettorale.
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