Dovrebbe essere sufficiente guardare la cartina del medio oriente per capire che il problema dell’Iran, esteso quasi due milioni di chilometri quadrati di superficie, non possa essere Israele, uno Stato più piccolo della Sicilia. Sarebbe come se un’elefante si preoccupasse di un moscerino. Il vero nemico dell’Iran, infatti, è l’Arabia saudita. Tutta la politica iraniana, dalla caduta dello scià, è volta contro il suo principale rivale nel mondo islamico. Si tratta di una questione di prestigio religioso. I sauditi sono pragmatici con Israele. Sempre favorevoli all’esistenza dello Stato ebraico entro i confini del 1967. Gli ayatollah vogliono cancellarlo. Sono loro gli autentici interpreti dell’Islam che non può sopportare la profanazione dei luoghi sacri. Se nel Corano nemmeno si cita Gerusalemme, non importa. Dove c’è una moschea non devono esserci infedeli che la usurpano. E questo riguarda La Mecca, in quanto i sauditi sono sunniti. Una visione di cui gli europei farebbero bene a preoccuparsi.
Più prosaicamente c’è la competizione fra produttori di petrolio. Quando Saddam Hussein attaccò il Kuwait a Teheran la cosa non dispiacque. L’Iraq finalmente cambiava bersaglio. Per questo il regime non apprezzò affatto l’intervento statunitense contro l’Iraq. Ora che Saddam smetteva di combattere l’Iran, gli americani si disfacevano del loro vecchio alleato. Così il sostegno dell’Iran alla causa palestinese, per cui non ha nessuna simpatia, è puramente strumentale. Serve a dimostrare la timidezza dei sauditi a riguardo. Se Hezbollah garantiva le ambizioni di espansione del dominio iraniano, gli Huti in Yemen sono principalmente un’arma puntata contro i sauditi. Infine i sauditi sono gli alleati storici dell’America nell’area e fin dalla prima metà del secolo scorso. Inevitabile che si impegnassero con gli americani, ora che possono regolare finalmente il conto con Teheran. Gli sceicchi sono grati a Trump che li ha liberati di Assad. Obama e Biden, lo avevano protetto, anche troppo.
L’ingresso delle forze saudite in guerra direttamente, non dovrebbe comportare una grande notizia, se non per coloro che, soprattutto in Italia stanno lì a dire, che la guerra all’Iran non ha obiettivi, è la scelta di un ciclotimico, che l’Iran soprattutto, un paese bombardato ogni giorno perché privo di difesa aerea, si sarebbe rafforzato. Gli stessi convinti che Trump avrebbe consegnato Zelensky e l’Ucraina a Putin, avvolti in un fiocco. Eppure ora Mosca brucia sotto le bombe ucraine, che poi sono, come piagnucola Lavrov, quelle americane. Da un anno che ci raccontano sciocchezze simili tutti i giorni ed ancora non hanno smesso e vada pure. Questo fa parte della propaganda. L’intervento saudita fa invece parte della realtà, quella che fino ad ora ci si rifiuta di comprendere. Il regime iraniano, il regime russo, la grande tela di menzogne e di soprusi che hanno incendiato e sconvolto il mondo, deve avere fine. Vallo a spiegare al governo e all’opposizione in Italia.
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