La cosa che sarà più difficile da spiegare ai cittadini italiani chiamati al referendum sulla separazione delle carriere è come mai i due principali partiti che pure nei loro progetti l’hanno sostenuta, Fratelli d’Italia e Pd, non siano riusciti a trovare un accordo in Parlamento per evitare la consultazione popolare. Cioè come sia possibile che D’Alema e Berlusconi, partendo da principi costituzionali contrapposti, istituirono una commissione per le Riforme e Meloni e Schlein, i cui partiti, se non loro stesse, dovrebbero pensarla quasi uguale su Giustizia e premierato, chiedetelo al senatore Ceccanti, non ci abbiano nemmeno provato. Perché al governo sono fascisti? Non scherziamo.
Giunti a questo punto, ognuno voterà come meglio crede, secondo le proprie capacità di comprendere la riforma proposta, o come i partiti di riferimento gli diranno di fare. L’unica cosa che già si dice e non si dovrebbe, è che questa sarebbe la riforma che voleva Giovanni Falcone e non perché questo sia falso, Falcone era favorevole alla separazione delle carriere e a mille altre cose e quindi più o meno questa riforma va incontro al suo intendimento. Ma perché, semplicemente, il mondo di Falcone non esiste più e ci sono ben altri problemi, come una Giustizia che contesta dopo dieci anni un processo passato in giudicato, qualcosa che mai si era visto.
Falcone, poi, non è morto nel suo letto di vecchiaia o malattia, è saltato per aria nel più tragico fallimento della storia dell’Antimafia, ed è saltato per aria, dopo aver subito un primo attentato discriminato e calunniato da una fonte anonima interna alla procura di Palermo. Falcone è saltato per aria in una situazione che era così drammatica che la segreteria del Pri gli offerse una candidatura alle politiche del 1992 con l’intento di salvargli la vita. Lui rispose che la vita umana, valeva come un bottone della sua giacca. Ringraziò il partito repubblicano, suggerendogli di candidare al suo posto il giudice Ajala. Falcone è saltato per aria da collaboratore del ministro Guardasigilli, onorevole Martelli, esponente del partito socialista, che con quello repubblicano era appunto l’unico altro partito che lo aveva difeso dagli attacchi a cui era sottoposto periodicamente da comunisti e democristiani. Inutile, infine dire che il governo di cui Falcone era collaboratore, era un governo Andreotti, perché tutti i partiti e gli uomini politici che appartenevano a quel mondo, appena morto Falcone, sono caduti in disgrazia risucchiati dalla macchina giudiziaria.
Rispetto a quel mondo di partiti che difendevano o contestavano Falcone, sono oggi in auge partiti che non portano il peso di aver sottoscritto la Costituzione repubblicana direttamente o. addirittura, che proprio ne erano stati affatto esclusi. Per cui la principale priorità di questi nuovi partiti è stata quella da riscrivere la Costituzione punto accapo, e visto che non vi sono riusciti attraverso una Assemblea Costituente, hanno pensato di intitolarsela, spizzichi e bocconi, per via referendaria. Un problema che come ovvio, i partiti fondatori della Repubblica non avevano. Soprattutto non l’aveva la Democrazia cristiana e senza l’appoggio della Democrazia cristiana, nessuna riforma costituzionale sarebbe mai potuta arrivare in Parlamento. Tanto è vero, che infatti, invece di delineare una qualche riforma costituzionale si sarebbe riformato direttamente il sistema elettorale, senza nemmeno preoccuparsi che questo dovrebbe seguire un modello istituzionale, non precederlo. Per non parlare dei problemi dei rapporti fra politica e giustizia, nati con la modifica dell’articolo 68 della Costituzione, avvenuta, anche questa, solo dopo la morte di Falcone.
Per cui si voti quello che a ciascuno pare, si argomenti come meglio si crede o si riesca, possibilmente, senza mettere in mezzo e sprecare il nome di Giovanni Falcone.
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