“dall’amore lacerata
sulle sponde moristi dove fosti abbandonata!”, Fedra, Racine
Viene enorme prestigio dal saper di avere nel governo un raffinato conoscitore della lingua di Racìne e Corneille come il ministro Nordio. Le sue spiegazioni preziose consentiranno ad eventuali suoi colleghi magistrati, ignori delle belle lettere, di comprendere direttive e sentenze emanate da Bruxelles altrimenti oscure ed indecifrabili. Tuttavia, neppure l’arte filologica del dotto Nordio riuscirà a far si che l’Egitto, dove un cittadino italiano fornito di visto e documenti e impegnato per lavoro, sia stato torturato ed ucciso, senza che i colpevoli venissero processati, divenga un paese “sicuro”. Il governo può decretare anche che l’Egitto è un paradiso in terra. Basterà a confutarlo il solo nome Regeni. Infatti, a parte che ancora aspettiamo il famoso decreto che si sarebbe dovuto scrivere in 24 ore per rimettere la magistratura al suo posto, il ministro Nordio ha cambiato argomento. Ora ha detto che i migranti ci mentono sulla loro provenienza e nessuno è in grado di accertarla. Motivo per il quale magari serve un campo extraterritoriale dove farsi dire la verità da questi birboni dei migranti con i metodi che in Italia ed in Europa sono proibiti dalla legge. Il sospetto, dispiace, ricadrà sul governo fino a quando non smantella quell’obbrobrio costruito in fretta e furia in Albania con i soldi dei contribuenti.
Quanto allo scontro con i magistrati, sono passati i tempi in cui deputati leghisti agitavano il cappio in Aula dal loro banco e i giovani missini presidiavano il palazzo di Giustizia di Milano per sbeffeggiare i politici processati. Se c’è qualcuno che ha spinto la magistratura fuori dal suo ordinamento giurisdizionale quelli sono proprio i leghisti ed i missini di allora, oggi al governo. E comunque ha ragione il presidente del Senato La Russa a dire che si è creata una zona grigia, perché il parlamento tutto, nel 1993 ha votato la modifica dell’articolo 68 che regolava i rapporti fra i deputati ed i giudici. Solo che così come il governo vuole scalare la classifica dei poteri costituzionali, attribuendosi la funzione, affidata al presidente della Repubblica, di sciogliere le camere, perché lamentarsi se i magistrati si oppongono al governo? La democrazia repubblicana non presume che i magistrati collaborino con il governo, semmai che ne controllino l’operato sottoposto alla legge.
Nordio ed il governo non avevano voluto limitare le intercettazioni dei magistrati e la pubblicazione di queste a mezzo stampa? E in linea di massimo questo era giusto anche se sarebbe stato meglio inserire in un contesto di riforma della Giustizia più ampio, un provvedimento che altrimenti poteva sembrare vendicativo. Solo che poi vediamo intercettate le conversazioni private dei magistrati, che non solo sono pubblicate dai giornali amici del governo, ma rilanciate persino dai post social dei presidente del Consiglio. Da qui la domanda, se il governo ed il ministro Nordio, dispongono di un qualche senso del pudore. Del bene, non ne hanno nessuno, dal momento che vogliono rispedire in paesi da cui fuggono i disgraziati giunti sulle nostre coste, in nome della sacra difesa dei confini. Rispedite indietro tutti quelli che volete, ma fatelo sulla base del diritto comunitario ed internazionale. Altrimenti state tranquilli che un giudice quale che sia, si opporrà sempre, a meno che la sopprimiamo la magistratura, e non basterà asservirla, pardon, riformarla.
Foto ministero della Giustizia | CC0







