L’unità dell’Occidente causa la geografia politica, è un concetto piuttosto vago. Per Metternich, l’occidente finiva appena varcato il primo arrondissemant di Vienna, mentre Napoleone faticava nel riuscire a far considerare la Polonia parte del sistema continentale. A quell”epoca e fino almeno al 1991, nessuno avrebbe mai ritenuto l’Ucraina questione occidentale. L’Etmano chiese aiuti al Kaiser nel 1917 e agli occidentali non fregò niente del destino dell’Ucraina, la patria dei cosacchi.
Quando si parla di unità dell’Occidente, come avviene solennemente da parte del governo italiano in queste ore, non si sa esattamente a cosa ci si riferisca. Anche perché fino al 1941 l’occidente si combatteva da se stesso e nel secondo dopoguerra si è diviso tre volte prima di oggi. Nel 1956, al momento della crisi di Suez, nel 1973, con la guerra del Kippur e infine nel 2003, sull’invasione americana dell’Iraq. Anche allora gli Stati Uniti vennero accusati di violare la Carta del diritto internazionale e fra i paesi che lo fecero c’era la Francia che non era membro della Nato.
Il concetto di sicurezza dell’Occidente è invece chiarissimo. Riposa sull’alleanza anglo statunitense, posta alla base della seconda guerra mondiale. Nel 1939 i russi iniziarono dalla parte dei nazisti a cui la Francia si piegò dopo circa un mese di guerra. L’Inghilterra dovette bombardarne la flotta. Senza quella decisione di Winston Churchill, lo sbarco in Normandia sarebbe stato impossibile e forse persino quello in Africa settentrionale.
Tra il 1968 ed il 1973 il governo di Sua maestà espulse gli abitanti delle isole Chagos nell’oceano indiano per consentire la costruzione della base americana sull’atollo di Diego Garcia. Questa base rappresenta la superiorità militare dell’occidente, qualsiasi minaccia gli si ponga. La Groenlandia, come gran parte delle isole svedesi, è un territorio completamente vulnerabile, Diego Garcia è inespugnabile, soprattutto in caso di guerra nucleare. Per esprimere il suo dissenso dall’attacco statunitense all’Iran il premier britannico Starmer promise la restituzione del dominio della corona alle Isole Mauritius che rivendicano quei territori. Starmer è stato bloccato dal Parlamento. re Carlo è andato in visita a Washington ed adesso l’ex leader laburista potrà dedicarsi alla sua vita domestica serenamente.
La posizione del governo italiano su tutta la politica del medio oriente, è la stessa di Starmer. Meloni rompe con Israele e considera un interlocutore Abu Mazen che il governo statunitense ha abbandonato al suo destino dopo il fallimento del piano di pace del 2005. I rapporti fra gli Usa e l’Italia, a contrario di quanto sostiene il ministro degli esteri Taiani, son cambiati eccome. Anche le popolazioni del Congo possono essere amiche del popolo americano, il governo italiano è invece un alleato del governo americano e non si comporta come tale. Poi il governo italiano è libero di rompere quell’alleanza. Il dramma è che il governo italiano non sa che politica stia facendo. Dovrebbe essere dimissionato all’istante in nome della sicurezza occidentale.
L’unica ragione per cui il governo è ancora in piedi è che l’opposizione la pensa allo stesso modo, anzi rimprovera al governo di esser andato d’accordo con quello americano tanto a lungo. I rapporti fra Italia ed Usa saranno comunque compromessi, inutile farsi illusioni, il sostegno ad Israele arriverà anche da un governo democratico. Almeno le opposizioni potranno consolarsi. Loro il ponte lo volevano fare con gli abitanti di Gaza, non con il governo di Trump.
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