Il segretario regionale del Pri dell’Emilia Romagna Eugenio Fusignani ha espresso “forte preoccupazione e decisa contrarietà per la decisione del sindaco di Rimini Sadegholvaad e del presidente di IEG Ermeti, di escludere lo stand di Israele dalla Fiera del Turismo di Rimini.
Una simile scelta è istituzionalmente inopportuna: non spetta alle Regioni, agli enti locali né tantomeno agli enti fieristici interrompere o condizionare relazioni commerciali, culturali o diplomatiche con Stati esteri. Tali prerogative competono esclusivamente allo Stato e alla sua politica estera.
Il PRI dell’Emilia-Romagna prende le distanze da una scelta che, oltre a travalicare i confini delle competenze istituzionali, non contribuisce né al dialogo politico né alla costruzione della pace.
In un contesto drammatico come quello israelo-palestinese, il dolore per le vittime civili di Gaza, così come per quelle israeliane del 7 ottobre 2023, dovrebbe essere un motivo per unire, non per dividere. Serve responsabilità, equilibrio e lucidità nel distinguere le azioni dei governi dai diritti inalienabili dei popoli.
In questo senso, il PRI condanna senza esitazioni la strategia militare del governo Netanyahu, che giudichiamo sproporzionata, politicamente miope e contraria ai principi del diritto internazionale. La risposta armata, che ha colpito duramente la popolazione civile palestinese, non solo alimenta la spirale di violenza, ma compromette qualsiasi prospettiva di soluzione negoziata e duratura.
Allo stesso tempo, la condanna verso Hamas deve essere altrettanto dura e inequivocabile.
Ma la responsabilità di Hamas non si esaurisce nei suoi atti di terrorismo: è corresponsabile delle vittime civili palestinesi, perché da anni usa deliberatamente la propria popolazione come scudo umano, collocando strutture militari, depositi di armi e centri operativi all’interno di aree densamente abitate, spesso in prossimità di scuole, ospedali e moschee. In questo modo finisce col trasformare i civili, inclusi donne e bambini, in bersagli involontari, compromettendo ogni tentativo di protezione umanitaria e provocando reazioni militari che inevitabilmente colpiscono innocenti.
Si tratta di una strategia cinica e criminale, che strumentalizza la sofferenza della propria gente a fini politici e propagandistici, ostacolando ogni prospettiva di pace e rendendo ancora più drammatica la già tragica situazione della Striscia di Gaza.
Dalle istituzioni dell’Emilia-Romagna, e dalla Regione in particolare, ci aspettiamo posizioni che sostengano con equilibrio e coraggio i diritti del popolo palestinese e di quello israeliano, nella consapevolezza che escludere non è mai un atto di pace, ma un segnale di chiusura.
La pace si costruisce con il dialogo, il rispetto e l’inclusione, non con i boicottaggi”.







