Il congresso dell’Unione comunale e consociazione del Pri di Cesena svoltosi a Martorano ha approvato la relazione presentata dai segretari uscenti Romano Fabbri e Germano Gabanini ed ha eletto il nuovo direttivo . Il direttivo ha nominato alla unanimità unico segretario politico del Pri Cesena Germano Gabanini vice segretari Monica Rossi, Micaela Del Vecchio. Presidente Romano Fabbri. Membri dell’esecutivo politico Germano Gabanini, Micaela Del Vecchio, Monica Rossi, Mauro Gasperini, Fernando Di Guilmi , Edera Spinelli e Romano Fabbri.
Documento votato dal direttivo PRI Cesena alla unanimità:
L’affluenza alle elezioni è in calo costante. E’ un dato di fatto.
Tra coloro che non si recano al voto è impossibile distinguere chi non ha votato per protesta , chi non ha votato per disinteresse e chi non trova negli schieramenti contrapposti attuali una adeguata risposta .
La domanda è : Se non partecipi e nemmeno voti, chi decide?
Tutto questo viene catalogato sotto l’etichetta dell’antipolitica.Al suo interno ci sono pericolose spinte antidemocratiche ed energie positive che segnalano un problema e possono fornire le risorse per la ricerca di una soluzione. Fare di ogni erba un fascio può essere davvero pericoloso, perché in realtà della politica non è possibile liberarsi.
Tuttavia essere un’istituzione indispensabile non assicura automaticamente credibilità e affidabilità, come valanghe di sondaggi dimostrano. Il divorzio tra solidità delle argomentazioni e credibilità di chi le propone è estremamente pericoloso perché disintegra le basi della fiducia che è alla radice del circuito della rappresentanza su cui si reggono i nostri assetti istituzionali.
Tra i due schieramenti contrapposti serve una nuova integrazione in modo da permettere all’elettorato che non voterà mai per questa destra e questa sinistra di riaffacciarsi al dibattito pubblico attraverso solide argomentazioni offerte da persone credibili, scongiurando i limiti della demagogia anticasta.
Non c’è oggi un soggetto politico capace di raccogliere il consenso di elettori che non voteranno mai Lega- Fratelli D’Italia-Forza Italia, ma che non si riconoscono nell’attuale Pd -M5s-AVS . Quindi, che ci sia la necessità di un progetto politico che trasformi la polverizzazione dei tanti cespugli del cosiddetto “Centro” in una vera foresta riformista che risolva la domanda politica di questa fascia di elettorato è anche questo un dato di fatto.
Se quest’ area riformista frazionata e divisa riuscira’ a fare rete allora avremo una grande oppotunità di rafforzare il sistema democratico e far valere concretezza e affidabilità nel governo delle città e del Paese e una concreta risposta a chi oggi non vota perché non crede a questa destra e qesta sinistra.
Diversamente, se dovesse fallire questo progetto, l’astensionismo sarà sempre più prevalente con i votanti divisi e contrapposti tra tifoserie di estrema destra e di estrema sinistra e a decidere sarà una minoranza sempre più autoreferenziale e autoritaria.






