Il presidente del Consiglio dii Sicurezza russo, Dmitri Medved, se ne è uscito di nuovo paventando la terza guerra mondiale. “Purtroppo”, ha detto “non si può escludere un conflitto globale, e penso che i rischi siano molto elevati e non siano diminuiti”. Fino al mese scorso era lui ad invocarla la terza guerra mondiale. Oggi invece “né la Russia né la Cina” rappresenterebbero una minaccia, nemmeno per la Groenlandia. Insomma possiamo ancora fare in tempo per buttarci alle spalle questo terribile rischio. Basterebbe disintegrare la Nato, chiudere scusa alla Russia e riprendere ad acquistarle il gas ed il petrolio. Niente di più utile per l’intero pianeta. Non sarebbe stato invece utile, secondo Medvedev, il rapimento del presidente venezuelano Maduro. “Un disastro per il diritto internazionale”. Meno male che abbiamo Medved schierato a difesa dei sacri principi di questo.
Tanto spirito di conciliazione da parte del ventriloquo del Cremlino, si spiega facilmente. C’è una flotta armata statunitense nell’oceano indiano. Nel caso migliore rade al suolo l’Iran. Cioè il principale, oramai l’unico, partner della Russia in Medio oriente. Caduto Maduro, cadono pure gli ayatollah e chi lo controlla più il prezzo del petrolio? Il rischio vero è che ce ne sia talmente tanto sul mercato che di quello russo non si sappia più cosa farsene. Questo si che in effetti sarebbe un motivo per farla scoppiare la terza guerra mondiale, sempre che russi e cinesi siano in grado.
Il punto principale dell’argomento di Medvedev è politicamente di grande impatto, la disintegrazione della Nato. Per rompere l’alleanza Europa Stati Uniti. Medvedev non si rivolge all’America che l’Alleanza l’ha creata e non può uscirvi senza un processo de costituente. Potrebbe richiedere vent’anni. I singoli paesi europei, invece, possono uscire dall’Alleanza quando vogliono, basta farne domanda. Il contrario di quanto avvenuto finora, ovvero la corsa ad entrarvi. Con la guerra in Ucraina, persino la Svezia e la Finlandia sono entrate nella Nato e la Georgia vorrebbe seguirle, la Moldavia a ruota.
Inutile dire che in Italia, come in Francia, l’idea di lasciare la Nato, piace moltissimo. Perché mai un unico blocco occidentale quando si può fare un occidente a più voci? Questa idea dell’occidente plurale è perseguita dal tempo di De Gaulle e mai come oggi ha avuto motivo di tanto successo, non perché Trump viene considerato un fascista imperialista, ma perché De Gaulle credeva ancora di poter rivaleggiare con la potenza americana, quando adesso si tratterebbe semplicemente di scivolare nella neutralità. La capacità di costruire un esercito europeo indipendente da quello statunitense, con chi vuole non riarmarti proprio, richiederebbe persino più tempo di quanto ne avrebbero bisogno gli americani per lasciare l’Alleanza atlantica.
Il vantaggio di una società autoritaria rispetto ad una democratica, deriva dalla durata del proprio regime. Trump ha perso appena le elezioni in Texas e non raccoglie il 40 per cento dei consensi nei sondaggi. Viene sconfitto nelle elezioni di metà mandato, e si trova contro il Congresso che già traballa. Il presidente non sa cosa fare con dietro la maggioranza della nazione intera, figurarsi quando scopre di essere minoranza. Problema che non ha mai avuto la Russia dai tempi di Ivan il Terribile. Quello che decide il sovrano, è la volontà della nazione. Punto. Basta il pugno di ferro nessuno ti scoccia. Soprattutto vasi di coccio come gli Stati europei.
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