Francia e Germania ritengono che per sostenere l’Ucraina si debbano sequestrare gli asset russi, quali che siano i rischi da correre. L’Inghilterra è persino più avanti, avendo già sequestrato il patrimonio dell’ex proprietario del Chelsea, l’oligarca Abramovich. Allo stesso tempo, Francia, Germania ed Inghilterra sono pronte ad inviare soldati in Ucraina nel caso vi fosse la necessità di garantire una zona smilitarizzata fra i contendenti. Questa dei volenterosi è una posizione chiara, diretta essenzialmente ad un percorso negoziale ancora da compiere. L’America si assume il ruolo della mediazione, l’Europa è una controparte. Non c’è solo in discussione il territorio conquistato o meno che sia, ci sono i depositi dei miliardi russi, ed anche le truppe europee in ballo, un modo per premere su Putin che a sentir lui può conquistare il Donbass interamente con la forza e continuare a bombardare impunemente l’Ucraina tutto il Natale.
L’Italia non è appiattita su Trump, magari. Trump è il soggetto mediatore, tra l’altro in difficoltà sempre più eclatanti interne ed esterne. Potrebbe gettare la spugna per ko tecnico. In ogni caso non ha bisogno e non può avere un sosia, tanto è vero che i russi lisciano il pelo a Trump e appena possono insultano l’Italia. Persino sulla vendita del gruppo Gedi hanno trovato il modo di mostrarsi insolenti, loro che sono dei famosi modelli di libertà di stampa. L’Italia, da parte sua, semplicemente, non ha una posizione, batte su un tamburo di latta. Il governo infatti sosterebbe l’Ucraina, non si sa come. Non vuole sequestrare gli asset e non vuole inviare soldati. Per lo meno dovrebbe dire che armi invia per capire il valore del suo autentico contributo alla causa ucraina. Quello offerto alla causa russa è molto più evidente. Il vice premier Salvini ha sposato da sempre la non belligeranza. Se la Russia ha vinto, se la Russia ha ragione, come si fa a sostenere l’Ucraina? Questa è la posizione di una parte della maggioranza che ha oramai risucchiato l’altra.
Al governo siede anche un vicepresidente del consiglio che ha un animo europeista ed una sensibilità squisitamente occidentale, tale da guardare con preoccupazione la degenerazione degli eventi. Infatti Tajani, non si occupa più di Russia ed Ucraina, si occupa di Australia ed ha detto che il governo farà tutto il possibile per evitare che accada anche un Italia quello che è accaduto a Sidney. Avete capito bene? Il governo non ha la situazione sotto controllo del potenziale terroristico antisemita in Italia, altrimenti avrebbe detto, che mai si sarebbe potuto verificare quanto si è visto dall’altra parte del mondo, che il paese è sicuro. Con i pro pal che invadono le redazioni dei giornali, attaccano la polizia, minacciano gli ebrei da mesi, gli imam estremisti in piena libertà, ci sarebbe semmai da stupirsi che quanto avvenuto a Sidney, non sia ancora avvenuto da noi. “Credo che si possa stare tranquilli, fermo restando che i rischi ci sono sempre”, ha detto il vice premier Tajani usando parole degne del signor La Palice.
Questo lo spettacolo offerto dal governo della Repubblica. In una situazione internazionale drammatica, l’Italia dimostra il più totale pressapochismo e una completa indeterminazione.
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