Giuseppe Gambioli della Direzione nazionale è l’autore dell’editoriale della voce
Questo governo ha inviato immigrati in Albania sapendo benissimo che il giudice cattivo di turno, nemico degli italiani, si sarebbe opposto con l’esito scontato di portarli in Italia. E allora perché questo governo l’ha fatto ?
Semplicemente per continuare in una campagna elettorale fondata sulla ricerca di un nemico e continuare a nascondere i veri problemi della nazione con uno strumentale vittimismo.
Il potere giudiziario non ci fa governare, un pezzetto di magistratura vuole “governare” allora si candidino, e altre ingiurie intimidatorie di questo genere che a quanto sembra ancora funzionano per almeno una parte dell’elettorato. L’onorevole Meloni va bene nei sondaggi e questo basta.
I veri problemi fondamentali passano in cavalleria, come l’economia, allo sbando con crescita quasi zero, il numero dei poveri assoluti in continua crescita, la sanità in piena emergenza solo per citarne alcuni.
A mio avviso sulla questione Albania, per le spese pazze e il continuo spreco di denaro pubblico, si dovrebbe evidenziare il reato di PECULATO da parte di questo governo.
Come è possibile spendere denaro pubblico per il solo tornaconto?
E questo è dimostrabile. Il non aver atteso il responso della Corte di giustizia europea sulla questione dei “Paesi sicuri” è un chiaro segnale che l’ultimo episodio degli immigrati portati in Albania non era finalizzato all’esito del ricovero.
La Corte d’appello di Roma coerentemente ha scritto: “Il giudizio va sospeso nelle more della decisione della Corte di Giustizia”.
Esito scontato e suppongo anche per il governo, dato che la Corte d’appello non poteva esprimersi diversamente se non quello di sospendere e aspettare le indicazioni dei giudici della Corte di Giustizia di cui l’Italia ne fa parte a pieno titolo.
Si è voluto forzare di proposito questo terzo trasferimento di immigrati in Albania, fallimentare come i due precedenti, con una finalità solo propagandistica e questo con i soldi degli italiani. Qualcuno ne dovrà rispondere per reato di peculato







