Franco Floris del Pri di Andora in prossimità delle ricorrenze del 9 febbraio ha ricordato il pensiero di Giuseppe Mazzini inviandoci il seguente testo
I diritti e i doveri sono inseparabili, come due facce della stessa medaglia, necessari per costruire una società giusta e armoniosa. Giuseppe Mazzini, nel suo celebre I Doveri dell’Uomo, ci offre una lezione di straordinaria attualità: i diritti non sono un punto di partenza, ma il risultato dell’adempimento dei nostri doveri verso la collettività.
Per Mazzini, l’uomo non è un’entità isolata, ma un essere che vive e prospera in una rete di relazioni, dove il benessere individuale dipende dal bene comune. Egli afferma: “Non v’è vero diritto che non abbia per base un dovere compiuto”. Questo significa che i diritti non possono essere considerati meri privilegi da reclamare, bensì conquiste che derivano da un impegno morale e civile.
Secondo Mazzini, i doveri sono il fondamento etico di ogni società: doveri verso Dio, verso l’umanità e verso la propria patria. Essi rappresentano la strada maestra per creare una comunità basata sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla partecipazione attiva di tutti i suoi membri. Solo adempiendo a questi doveri possiamo legittimamente aspirare al riconoscimento e alla tutela dei nostri diritti fondamentali.
Una società può reggersi solo se ogni cittadino contribuisce attivamente, adempiendo ai propri obblighi verso gli altri. Quando tutti rispettano le regole, lavorano per il bene comune e si impegnano per il progresso collettivo, si creano le condizioni affinché i diritti – come la libertà, l’uguaglianza e la giustizia – siano garantiti per tutti.
Mazzini ci invita a considerare i diritti non come pretese individuali, ma come il frutto di una responsabilità condivisa. Egli ci ricorda che la vera libertà si realizza non quando si pensa solo a se stessi, ma quando si agisce per il bene dell’intera umanità. È solo attraverso questa visione che si può costruire una cittadinanza consapevole, responsabile e profondamente etica.







