Il quotidiano dei vescovi l’Avvenire ha pubblicato uno dei pochi articoli di giornale meritevoli di essere letti, un report da Mosca sulla nuova stretta social decisa dal governo. La commenta un giovane Oleg, se esiste davvero, il quale si dice parecchio seccato. Non perché Oleg abbia un’inclinazione al dissenso. Perché si sente limitato ulteriormente nelle sue possibilità di comunicazione. In pratica, il governo ti consente di accedere alle sole informazioni che ritiene opportune per un comune cittadino. Se tu vuoi sapere chi era il povero Navalny, ecco che vieni arrestato. Oleg non dovrebbe avere più di vent’anni. Ha comunque usufruito fino a ieri di maggiori accessi di quanto ne avrà domani e la cosa non gli piace per niente. L’Avvenire titola spietato, che la Madre Russia, è diventata un Grande Fratello orwelliano. Il quotidiano ha colto nel segno.
Avere un papa statunitense deve aver dato una scossa ai nostri vescovi. Fino a qualche mese fa l‘Avvenire pubblicava principalmente predicozzi all’Ucraina. Adesso ecco una critica profonda al sistema russo. Ricorda tristemente quello sovietico del tempo che fu. Solo che l’Unione sovietica disponeva di un’ideologia politica buona a fare digerire tante privazioni al popolo russo. Oggi con una classe di oligarchi che ti ha sbattuto in faccia il lusso più sfrenato e che fino alla guerra con l’Ucraina si concedeva qualsiasi libertà, qual è il livello di sopportazione della gioventù russa? Perché mai la nuova generazione deve privarsi di informazioni anche se scorrette e soprattutto perché deve venire controllata in ogni forma di comunicazione personale? Oleg dice, fa quasi tenerezza, il mondo cambia ed i nonni al potere non se ne accorgono. Rivolgere una critica peggiore di questa a Putin è impossibile. Oleg deve esistere davvero, altrimenti i vescovi si sono messi a lottare insieme all’occidente democratico.
Chi esiste sicuramente è il nonno al Cremlino. Come tutti i nonni, confida su una certa esperienza, cosa da non sottovalutare affatto. Se hai questa grande dimestichezza con la gestione del potere, sei in grado di rallentare il cambiamento. Putin ha saputo fare miracoli a riguardo. Nemmeno Stalin, ed era Stalin, fu capace di tanto. Appena Molotov finì nelle liste nere della Nkvd, Stalin ebbe un ictus. Putin ne ha inseriti talmente tanti da arrivare ad aggiungere persino Mattarella e pure sta li in camicia tutto soddisfatto, seduto accanto ad uno stralunato Lukashenko. I due nonni vicini l’uno all’altro come se fossero ai giardinetti, devono dimostrare una qualche capacità futuristica. Putin si è lanciato nell’iper spazio. Ha promesso un missile ipersonico da schierare in Bielorussia.. Il povero Lukascenko appariva attonito. Dopo aver visto l’a fine dell’Iran, vai a sapere quanto sia contento di ospitare sul tuo territorio ordigni fatali. Putin installerà addirittura l’ipersonico Oreshnick, che solo lui sa dire cosa sia e se esiste davvero. Al Pentagono ci sono esperti che ritengono questo missile un prototipo utile a suscitare pressione psicologica ai confinanti. A proposito di nonni, anche Trump non scherza. Tuttavia, i due sottomarini nucleari americani avvicinatesi alle coste russe, di futuribile non hanno proprio niente. Tutto il mondo sa come sono armati, come funzionano e a cosa servono.
licenza pixabay







