Speriamo che il presidente del Consiglio possa rimettersi presto e lo stesso augurio lo rivolgiamo volentieri al presidente Mattarella. Poiché l’onorevole Crisanti crede di essere ancora in uno show televisivo non è riuscito a risparmiarsi un commento elegante, per il quale il presidente della Repubblica, “non essendo più un giovanotto”, doveva evitare la prima della Scala. Crisanti dimentica che il presidente Mattarella si è vaccinato, ha fatto la prima dose quando Crisanti diceva che il vaccino non era affidabile e poi ne ha fatte altre tre, per cui nonostante il parere di Crisanti, Mattarella sarà presto di nuovo in piedi, libero di osservare i suoi obblighi istituzionali, come ritiene più opportuno e nonostante il parere dell’onorevole Crisanti e compagnia cantante.
E’ una semplice influenza quella che ha invece colpito l’onorevole Meloni, come fonti di Palazzo Chigi hanno fatto trapelare e questa può persino essere più fastidiosa del covid. Nel frattempo che calasse la febbre, sono calati i gradimenti dei sondaggi elettorali. Purtroppo, la presenza del presidente del Consiglio italiano sarebbe stata quanto mai opportuna in questi giorni del vertice tenuto ad Alicante, con tutto il rispetto per l’eccellente lavoro svolto dal ministro Tajani. La rilevanza internazionale di Alicante obbligava una piena rappresentanza del governo italiano. Tajani tra l’altro, è solo un dettaglio per carità, è di un partito diverso, altro da quello del presidente del Consiglio.
Per cui non abbiamo compreso esattamente cosa abbia deciso l’Italia sul Mes sanitario. Non vogliamo ritornare sull’argomento sostanziale, per carità. Ci atteniamo all’esclusivo aspetto formale ovvero la ratifica di tutti gli altri paesi, che non significa poi l’utilizzo. L’Italia aveva detto, aspettiamo la Germania. La Germania ha deciso l’Italia, non ancora. In questo momento mentre l’onorevole Meloni ha le pezze in testa, l’Italia è l’unico paese europeo presente ad Alicante a non aver ratificato un bel niente. Saremo troppo sensibili, ma come dire avvertiamo lo spiffero di un freddo vento di isolamento. Almeno il governo italiano può essere soddisfatto sul tetto al contante. L’Europa lo ha messo a 10 mila euro, il che dovrebbe consentire alle opposizioni ed al governo di occuparsi di qualcosa di più pregnante. Perché se qualcuno pensa che l’evasione ed il riciclaggio si possano sradicare con una qualche misura di tetto al contante, bene, temiamo cocenti delusioni.
Più importante forse stabilire il tetto europeo al prezzo del gas. Il governo italiano aveva dichiarato di volersi impegnare su questa strada con grande solerzia, il presidente del Consiglio ha mancato subito un significativo appuntamento a riguardo. Provvederà Tajani, ci contiamo.
Resta la questione immigrazione, che visto gli sviluppi imprevisti, avrebbe richiesto un chiarimento diretto. E’ seguito invece un balletto di dichiarazioni fra l’Eliseo e Palazzo Chigi che non da l’idea di aver dissipato le frizioni, al contrario. Su questo noi vogliamo dire una parola chiara l’Italia ha ragione di porre in questione tutti i suoi obblighi di accoglienza che non possono essere affrontati da sola, o peggio, non possono essere scaricati dalla comunità europea sul solo nostro paese. Anche su tutta la questione delle ong, è quanto mai possibile che il governo Meloni abbia molte ragioni. Questo non toglie il dovere dell’Italia all’assistenza immediata dei profughi, dei rifugiati, dei naufraghi, dei turisti quello che essi siano. Poi li si rimanderà indietro, li si spedisce in Francia, li si chiude in galera, quello che si vuole ed è compatibile con la legge, ma per prima cosa li si assiste. Per lo meno se il presidente del Consiglio italiano si richiama alle radici cristiano giudaiche della civiltà occidentale, come ella ha detto. Se non all’accoglienza, si rimetta all’assistenza.
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