A rigore logico affermare di essere dalla parte dell’umanità non è una presa di posizione neutrale. Al contrario, significa opporsi ad un’eventuale minaccia che all’umanità viene rivolta. Un conto è dire io faccio parte dell’umanità, questo significa accettarne tutti i difetti e i pregi. Un altro è parteggiare semplicemente per la razza umana. Non c’è alcun dubbio su chi minacci l’umanità nel conflitto ucraino, per lo meno il presidente Trump lo ha detto con grande precisione, Putin è gentile poi bombarda tutti. Per fare capire meglio Trump ha persino citato la moglie che ogni sera gli dice, guarda che Putin ha appena colpito una casa di cura, un orfanotrofio, un teatro.
L’approccio di Trump al conflitto ucraino può benissimo essere stato sbagliato. Un grande presidente suo predecessore, Theodore Roosevelt, guarda caso Theodore disprezzava quel McKinley ammirato da Trump, uno come Putin lo avrebbe considerato un pidocchio, altro che telefonargli. Roosevelt, Theodore, ovviamente, sarebbe stato persino capace di armare la flotta e presentarsi in Crimea il giorno che Putin l’avesse invasa, e questo nonostante il disinteresse sostanziale dell’America per le vicende europee. Theodore dipendeva dalla mosca al naso. Va detto che quel presidente non viveva nell’era nucleare, cosa che comporta un problema aggiuntivo, sia per chi viene colpito dalla bomba, certo, sia per chi la lancia. L’America ancora non ha superato il complesso di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, si potrebbe dire che il Giappone l’abbia assorbito meglio.
In Italia ha fatto grande scalpore lo scontro fra Trump e Zelensky alla Casa bianca. Fior di opinionisti si sono sdegnati tanto da paragonare Trump ad Hitler e Zelensky a Schuscnigg, il cancelliere austriaco. A parte che Schuscnigg venne ricevuto al Berghof con i guanti bianchi, Trump non ha invaso nessuno, tanto meno l’Ucraina. Ha minacciato la Groenlandia. Un consiglio alla Danimarca. Con la Groenlandia Trump terrebbe la Russia sotto scacco dall’Artico, una sola base non basta. Tutti occupati delle volgarità di Trump, del vestito di Zelensky e quant’altro, hanno trascurato una frasetta rivelatoria pronunciata durante il bisticcio detta dal presidente americano: rischiamo una guerra atomica. C’è il video, lo si può riascoltare. I nostri geopolitici, da Galli della Loggia a Lucio Caracciolo, non penseranno che Trump alludesse ad una guerra atomica di lui e Putin alleati contro l’Ucraina. Trump sarà pure come Hitler, ma nemmeno Hitler avesse avuto l’atomica l’avrebbe usata contro l’Ucraina. Hitler entrò a Kyiv, in meno di un mese. e anche lì fra gli applausi e non perché gli ucraini sono nazisti: Perché già odiavano i russi dal secolo prima.
Nonostante i suoi torti a Trump bisogna riconoscere un qualche senso della realtà, altrimenti non sarebbe sulla breccia da cinquant’anni. Se si costruisce un asse politico militare che dalla Cina passa per la Corea del Nord e giunge fino alla Russia, fortuna che l’Iran è già stata sistemata, altrimenti avremmo il professor Orsini a spiegarci che l’Iran è imbattibile, questa non è la nuova frontiera del multilateralismo. È la premessa di un terzo conflitto mondiale. L’America, Trump o non Trump, non si può pensare che resti a guardare. Forse qualcuno lo spera.
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